Sicurezza
Il giardino archeologico si apre alla città
Lunedì mattina l’inaugurazione. Agresti: «È nato un luogo bellissimo e avrà accesso gratuito». La sera cancelli chiusi
GROSSETO. II giardino archeologico di via Saffi-Ginori è pronto e vedrà la luce ufficialmente lunedì 26, a Grosseto nel cuore del centro storico. L’appuntamento è alle 11,30 per il taglio del nastro.
Reperti archeologici come capitelli, colonne, torchi, macine e altri reperti che prima popolavano le Mura medicee e abbellivano rondò sono stati sottoposti a restauro e collocati via via nel nascente giardino archeologico che un po’ per volta ha cominciato a prendere forma. Tre anni fa la vecchia amministrazione aveva avviato il progetto, rivitalizzando l’area, sistemando il terreno e creandovi un bel giardino. La nuova amministrazione ha impresso al tutto una connotazione ulteriore, archeologica, trasformando l’area in un qualificato spazio di fruizione culturale e aggregazione sociale.
«Siamo molto soddisfatti – commenta Luca Agresti, vicesindaco del Comune di Grosseto e assessore con delega alle Mura – è nato un nuovo luogo bellissimo e che potrà essere utile sia per l’Università sia per ravvivare la quotidianità ai cittadini, sia a fini turistici». La cartellonistica, già pronta, riporta testi in italiano e inglese.
Valore aggiunto che Agresti sottolinea è la parte botanica. «L’orto è stato tutto risistemato e accoglie piantine ed erbe aromatiche che anticamente usavano i frati». Un’idea risalente al 2015 e frutto di un’intuizione degli architetti Stefano Sagina e Stefano Sassi che presentarono al Comune la proposta di un giardino sensoriale, nello stesso terreno in cui un tempo i frati del San Francesco coltivavano le loro piante. La proposta che nacque dai due architetti - quella di restituire questo spazio alla sua antica vocazione - fu presentata nel corso di un’iniziativa pubblicata organizzata dal quotidiano Il Tirreno; “RiAbitare il patrimonio”.
Proprio queste piantine, oggi, prendono forma e accompagneranno, faranno da contorno alla bellezza dei reperti restaurati dalla Cooperativa Atlante. I basamenti delle colonne sui terreni sono stati realizzati dalla ditta grossetana Costrade. Non tutti i reperti occuperanno questo giardino. «In città – dice Agresti – ce n’è rimasto solo uno, nel rondò di piazza Volturno: è un capitello che abbiamo voluto lasciare lì, come anello di congiunzione ideale con Roselle».
Il giardino - da lunedì in poi - sarà aperto al pubblico e ad accesso gratuito. La sera i cancelli verranno chiusi per motivi di sicurezza.
Elisabetta Giorgi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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