Il Tirreno

Grosseto

Terme dell’Osa tra erbacce e degrado

di Ivana Agostini
Terme dell’Osa tra erbacce e degrado

Un anno fa la consegna al Comune di Orbetello. Da allora ancora nessun intervento per far rinascere la struttura

3 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Appena lasciata la statale Aurelia ci si immette in una stradina dov’è un cartello sbiadito dal tempo. C’è scritto: “Progetto di ristrutturazione del complesso Terme dell’Osa”. Siamo in località Bagnacci, a poca distanza da Fonteblanda.

Qui dovevano sorgere le Terme dell’Osa, ma dopo decenni ci sono sterpaglie sempre più alte, cancelli arrugginiti, teli strappati e varchi da cui tutti possono entrare all’interno di quello che è un cantiere abbandonato. L’unica cosa, oltre al cartello che lascia pensare che dietro quella rete doveva nascere qualcosa, sono i due parcheggi che a tutto servono tranne che ad accogliere la clientela di un complesso termale che non ha mai visto la luce. Eppure le Terme dell’Osa dovevano essere una delle strutture di punta del turismo del comune di Orbetello.

Le Terme sono state riconsegnate al Comune lagunare circa un anno fa. Il verbale di consegna dell’area termale è del 10 febbraio 2017. Da allora nulla è cambiato, almeno alla vista. Lo scorso anno in quell’area venne fatto un sopralluogo dal Comune e dal concessionario dell’area.

In base allo stato dei luoghi che – si legge nel verbale di consegna – «si ritiene corrispondente a quanto derivante dalle perizie depositate a seguito del contenzioso», l’area venne consegnata al Comune di Orbetello. Il concessionario aveva partecipato e vinto la gara nei primi anni 2000.

Tutto si fermò poco tempo dopo e le Terme dell’Osa, inizialmente destinate a diventare un fiore all’occhiello della zona, rimasero monche, con impianti mai realizzati. Una potenzialità che si sarebbe aggiunta alle offerte turistiche della zona: acqua sulfurea a due passi dal mare. Per le Terme erano previsti investimenti sostanziosi ma dopo l’assegnazione del bando iniziarono i problemi. Le cose non erano come sembravano, il terreno non reggeva e c’era bisogno di palizzate non previste. Un contenzioso segnò lo stop di qualunque intervento in quella zona.

Sempre nel verbale di consegna si legge che «dev’essere ripristinata, quanto prima, la recinzione di confine fra la proprietà comunale e la proprietà privata e devono essere conferiti in discarica, o altro luogo idoneo, i materiali di risulta del cantiere».

Capire cosa sia stato fatto è difficile. L’erba si sta mangiando ogni cosa nascondendo anche all’immaginazione cosa sarebbe dovuto diventare quel luogo.

«Lo scorso anno vennero fatti molti proclami – commenta Alfredo Velasco consigliere comunale del M5s – sulla consegna del bene al Comune e sul futuro. Tutto questo a cosa ha portato? Ha spostato gli oneri di vigilanza dal privato concessionario al Comune. Ora le responsabilità dell’accesso che come vediamo è aperto e il degrado sono in capo al Comune. La riqualificazione deve entrare nel piano operativo che è in fase di redazione». Ma quale sarà in concreto il futuro delle Terme? Al momento, quello che si vede è erbaccia alta, cancellate arrugginite e un desolante stato di abbandono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa