Finanza
Sprar seconda chance: risponde uno su dieci
La Prefettura riapre i termini, ma solo Campagnatico accetta il protocollo. Il sindaco Grisanti: "Permette una migliore gestione di questa emergenza"
GROSSETO. Di dieci Comuni, solo uno ha risposto in modo affermativo. Campagnatico aderisce ufficialmente allo Sprar, cogliendo l’occasione della seconda “chiamata” che la Prefettura di Grosseto ha fatto ai Comuni per dare loro la possibilità di aderire al sistema di accoglienza degli stranieri che chiedono protezione internazionale e che consente ai comuni di ospitare un numero limitato di richiedenti asilo, proporzionato al numero dei residenti (2-3 ogni mille residenti), e di gestire l’accoglienza in via diretta. Ciò significa che il Comune sceglie la cooperativa, individua alloggi, indica i programmi di integrazione e, particolare non da poco, tiene i conti.
La manifestazione di interesse poteva essere inviata dal 9 al 22 febbraio. In provincia, secondo dati della Prefettura, i Comuni che hanno adottato il protocollo, o sono in corso di convenzione, fino a due giorni fa erano 18 su 28: Arcidosso, Capalbio, Castel del Piano, Castiglione della Pescaia, Cinigiano, Civitella Paganico, Follonica, Gavorrano, Magliano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Pitigliano, Roccastrada, Scarlino, Semproniano e Santa Fiora, tutti amministrati dal centrosinistra, tranne Magliano, che è commissariato. Ha aderito anche Scansano, guidato da una giunta trasversale.
A questi, come detto, ieri si è aggiunto Campagnatico, amministrato dal centrodestra. Il sindaco Luca Grisanti spiega che «lo Sprar permette una migliore gestione di questa emergenza».
Gli altri nove comuni sono rimasti sulle loro posizioni. Si tratta di sei comuni amministrati dal centrodestra (Grosseto, Isola del Giglio, Manciano, Monte Argentario, Orbetello e Roccalbegna), e di tre dal centrosinistra (Castell’Azzara, Seggiano e Sorano). Tra questi ultimi, Castell’Azzara si dice contrario allo Sprar, mentre Seggiano è d’accordo e dice che lo farà «ma ad oggi non c’è stata occasione di aderire», spiega il sindaco Giampiero Secco.
A Sorano, la sindaca Carla Benocci spiega: «Non siamo contro l’accoglienza ma non abbiamo immobili a disposizione». Identica motivazione data dai sindaci di Manciano Mirco Morini («Attualmente, non avendo strutture per l’accoglienza, abbiamo deciso di comune accordo di non aderire», Isola del Giglio Sergio Ortelli («Non abbiamo strutture») e Orbetello Andrea Casamenti (che su Facebook scrive che non risultano strutture proposte da privati). No secco da Monte Argentario. E no da Grosseto.
«La politica dello struzzo non paga – commentano Beni Comuni Grosseto, Beni Comuni Manciano e Ripartiamo da sinistra Manciano –. I rifugiati non spariranno come per incanto, al contrario, è proprio in quei comuni che il prefetto avrà mano libera per fare accordi con le strutture che aderissero, con finalità di lucro, ad una procedura di gara diretta, scavalcando le giunte. E non potranno neanche lamentarsi, viste le numerose occasioni di ravvedimento che gli sono state offerte».
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