Il dolore
Micoperi finirà la pulizia entro maggio
Isola del Giglio: la società lavora a 70 metri di profondità, poi passerà alla zona degli anchor block
ISOLA DEL GIGLIO. Dovrebbe essere completata entro maggio la pulizia dei fondali dell’isola del Giglio a opera di Micoperi. Le operazioni, com’è noto, sono riprese i primi di febbraio a seguito della sospensione da parte della società ravennate. Della tempistica è stato dato conto nei giorni scorsi sull’isola, nel corso dell’ultimo incontro dell’Osservatorio per la pulizia dei fondali con la popolazione gigliese. L’ultimo si era tenuto 8 mesi fa. Erano presenti il sindaco Sergio Ortelli, l’ingegner Franco Porcellacchia in rappresentanza di Costa Crociere, il professor Giandomenico Ardizzone dell’università La Sapienza e l’ingegner Davide Barizza della Micoperi che hanno illustrato ai gigliesi lo stato delle operazioni di pulizia. Ne ha dato conto dettagliatamente il sito di informazione Giglio news, che riporta come Barizza, project manager di Micoperi, abbia illustrato le operazioni in corso e il nuovo cronoprogramma. «Le attività sono riprese lo scorso 2 febbraio – è riportato – Attualmente stiamo lavorando nell’area più esterna a una profondità di circa 70 metri. Siamo al 74% di avanzamento e contiamo di chiudere questa fase entro metà marzo». Alla fine, dopo un breve riassetto operativo della piattaforma Micoperi 30, si passerà alla zona dov’erano posizionati gli anchor block, alla profondità di circa 12 metri, per completare la pulizia entro maggio e mettere fine alle operazioni con la definitiva partenza di tutti i mezzi operativi. Anche l’ingegner Porcellacchia, in rappresentanza di Costa Crociere, ha confermato la speranza di terminare tutte le operazioni entro maggio. Rispondendo a una domanda dei cittadini sulla sospensione dei lavori a dicembre e gennaio, ha spiegato che «nei mesi scorsi la Micoperi, a seguito del prolungarsi delle operazioni rispetto a quanto inizialmente previsto nell’appalto, è stata attraversata da una crisi finanziaria dovuta soprattutto alle importanti spese aggiuntive sostenute. Così l’azienda ravennate ci ha chiesto una revisione economica del contratto che ha imposto una sospensione dei lavori per consentire una trattativa che è durata circa due mesi ed ha evitato un cambio operatore che avrebbe provocato un allungamento biblico del crono-programma. L’accordo è stato trovato ed è andato addirittura aldilà dei nostri obblighi contrattuali. Adesso speriamo di poter andar dritti fino alla fine, per i prossimi 3 mesi».
Ortelli, dopo aver ascoltato le richieste dei cittadini rispetto all’area di interdizione di Punta Gabbianara dopo la partenza della piattaforma M30, ha spiegato che saranno studiate soluzioni che consentano la massima fruizione della zona compatibilmente con le necessità dei biologi dell’Università che continueranno a operare sui fondali e monitorare il ripopolamento. «Abbiamo concordato con l’Osservatorio – ha spiegato Ortelli – la possibilità, da valutare con gli organismi preposti, di autorizzare la balneazione nella zona ma anche le immersioni opportunamente controllate e guidate nonché l’installazione di un piccolo campo boe per consentire gli ormeggi di piccole imbarcazioni».
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