Trasporti
False griffe: «Vi rimborso i capi comprati»
Il proprietario del negozio dove la finanza ha sequestrato la merce contraffatta è pronto a venire incontro ai clienti
GROSSETO. Ha deciso di uscire allo scoperto e metterci la faccia. «Perché sono povero, ma sono un signore», dice subito. Patrizio Poli è il proprietario, insieme a Simone, dei Negozi Poli in centro storico, quelli finiti nell’inchiesta “Eden Brand” dove tre giorni fa la guardia di finanza ha sequestrato alcuni capi d’abbigliamento che risulterebbero essere contraffatti. Merce che i soci dei Negozi Poli hanno acquistato attraverso un rappresentante di fiducia, senza mai avere contatti diretti con le aziende che avevano prodotto quei capi.
Ora, per dimostrare la loro buona fede e soprattutto l’attenzione per i propri clienti, come tengono a sottolineare a più riprese, Patrizio e il suo socio Simone, hanno deciso di rimborsare chi si presenterà in negozio con il capo acquistato della marca che risulterebbe essere contraffatta. «Le marche sono solo tre - spiegano - e sono quelle che avevamo nel negozio dedicato ai bambini: sono Supreme, Thrasher e Fake Lab. Chi ha comprato un capo di queste marche nel nostro negozio può venire a chiedere il rimborso». Un’iniziativa, quella dei Poli, voluta proprio per sgomberare il campo dal dubbio che i soci dei sei negozi del centro storico sapessero che quei capi non fossero originali.
L’indagine della Procura di Rimini è partita mesi fa e riguarda alcune aziende che hanno sede nella Repubblica di San Marino e che avrebbero messo in piedi un’attività illecita per la contraffazione di griffe che piacciono soprattutto ai più giovani.
«Alla luce degli sviluppi dell’indagine “Eden Brand” promossa dalla Procura della Repubblica di Rimini e delle perquisizioni e dei sequestri eseguiti in tutta Italia e anche a Grosseto nei nostri negozi - dicono i due soci - ci teniamo a precisare a tutela nostra e della nostra clientela, che Negozi Poli non è indagata ed è stata coinvolta nell’indagine solo per avere acquistato merce dalle aziende produttrici degli articoli sequestrati».
La guardia di finanza, oltre ai capi che erano rimasti in giacenza nel negozio di Grosseto, hanno sequestrato anche documenti contabili. «L’acquisto della merce è stato eseguito tramite rappresentante di fiducia, senza mai avere diretto contatto con queste aziende - aggiungono - e di ogni acquisto abbiamo regolare pagamento e fatturazione, che non facevano trasparire alcuna irregolarità».
Gli accertamenti della guardia di finanza vanno infatti proprio in questa direzione: quella di capire se anche i commercianti di tutta Italia che hanno comprato quei capi siano stati consapevoli che si trattasse o meno di merce contraffatta. «Noi non lo sapevamo - dicono ancora i due soci - e proprio per questo, per tutelare la nostra immagine, preannunciamo che ci costituiremo parte civile per ottenere il risarcimento dei danni che questa vicenda ci ha procurato». Il danno c’è stato, ma quello che conta ora sono i clienti che riavranno indietro quanto pagato per quegli articoli che sono stati venduti nel negozio di Grosseto. Basterà restituire il capo al negozio, per essere rimborsati del prezzo pagato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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