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MediaWorld spacca il fronte sindacale. La Uil va da sola

MediaWorld spacca il fronte sindacale. La Uil va da sola

GROSSETO. Si rompe il fronte sindacale su MediaWorld. A margine di un incontro con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, richiesto dai sindacati per affrontare gli effetti dell’annunciata...

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GROSSETO. Si rompe il fronte sindacale su MediaWorld. A margine di un incontro con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, richiesto dai sindacati per affrontare gli effetti dell’annunciata chiusura dello store grossetano dell’elettronica – 24 i dipendenti con il fiato sospeso – Stefano Rosica «il segretario della UilTucs Uil ha comunicato a Filcams Cgil e Fisascat Cisl – si legge in una nota di Filcams Cgil – di aver incontrato separatamente una delegazione del management della società e di aver sottoscritto unilateralmente un documento d’indirizzo che recepisce le volontà dell’azienda per la gestione della crisi aziendale».

«La Filcams Cgil di Grosseto – dichiara il segretario Massimiliano Stacchini – intende prendere in modo netto le distanze dall’atteggiamento dal segretario provinciale della Uiltuscs Uil: sia per un problema di metodo che di merito. Quel documento è stato firmato unilateralmente in un momento in cui le sigle sindacali unitariamente hanno richiesto ed ottenuto un tavolo di crisi regionale e hanno proclamato uno sciopero generale. E poi perché equivale ad accettare la logica dei licenziamenti travestiti da trasferimenti».

Anche Fisascat Cisl Grosseto interviene a chiusura dell’incontro con il sindaco, che valuta «proficuo»: Vivarelli Colonna «si è impegnato a dialogare con la proprietà dell’Aurelia Antica» per cercare soluzioni alternative. E «sull’accordo» proposto dalla società, Simone Gobbi di Fisascat Cisl commenta: «Non abbiamo firmato – dice – Per noi è inaccettabile parlare del futuro dei lavoratori senza formalità né certezze: i termini dell’accordo ci sono stati comunicati verbalmente quando noi abbiamo chiesto che ci venisse inviata della documentazione per confrontarci con i lavoratori e avere il loro avvallo. Andiamo dritti verso lo sciopero del 3 marzo». (g. m.)

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