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Il “campo” in cerca d’autore

Il “campo” in cerca d’autore

Da arena sportiva a immenso vuoto: riflettori su piazza Nassiriya

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GROSSETO. Campo sportivo, luna park, parcheggio. Piazza Nassiriya, già Campo Amiata, è la protagonista del quarto appuntamento di “Cap 58100 – Piazze Nuove”, il Cantiere di Arte pubblica organizzato quest’anno da Clarisse Arte di Fondazione Grosseto, che ogni due settimane invita a riflettere su una piazza cittadina, in un appuntamento coorganizzato con Il Tirreno e il centro commerciale Aurelia Antica.

Piazza Nassiriya nasce nel segno del calcio quando ancora non era “piazza” ma “campo” sportivo intitolato alla montagna nostrana. Campo Amiata vede la luce negli anni Trenta poco dopo la nascita dell’Unione Sportiva Grosseto nel 1927, che recinta proprio quest’area, nel vallo delle Mura di via Amiata.

Il mitico campo Amiata fu ribattezzato presto “Campo del Littorio” dal regime fascista e poi, sul finire degli anni Trenta, fu intitolato a Bruno Salvatici. Qui il Grosseto giocava le sue partite casalinghe. Nel 2007 uno degli allenatori biancorossi del primo Dopoguerra Remo Carmignani, all’epoca 91enne, scoprì la targa sistemata all’ex campo Amiata per ricordare i fasti di quel periodo del calcio grossetano.

Solo dopo la seconda guerra mondiale la denominazione ritornò quella originaria. Il riacquisto del nome non segnò, tuttavia, un ritorno agli antichi fasti. Nel 1948, infatti, iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo stadio (chiamato Olimpico perché ospitò due partite delle Olimpiadi del 1960), inaugurato il 18 ottobre 1953 con la partita tra Grosseto e Rosignano Solvay.

L’inaugurazione del nuovo stadio e il trasloco delle partite segnarono per campo Amiata un cambio di destinazione d’uso. Per tutta la prima metà degli anni Sessanta ospitò tornei minori e partite di baseball (vi giocarono il Bbc Grosseto, le squadre di calcio dell’Avanti, del Barbanella, le giovanili dell’Unione Sportiva Grosseto e le squadre del San Francesco, del Sacro Cuore e del convitto vescovile affiliate al Csi).

Nell’ottobre del 1966 iniziò la demolizione di buona parte del muro di cinta, furono rimosse le porte e al posto dell’erba fu stesa la ghiaia. Campo Amiata non era più terreno di gioco, ma aveva appena cambiato fisionomia.

Per la prima volta l’ormai ex Campo Amiata ospitò quell’anno il Luna-Park. Un debutto drammatico. Il 4 novembre 1966 l’alluvione devastò le giostre e la fotografia della ruota panoramica e degli altri giochi sommersi dall’acqua e dal fango diventò un simbolo dell’alluvione di Grosseto.

Il luna park rimarrà a Campo Amiata fino al 1981, divenendo un appuntamento classico dell’autunno grossetano. Dal 1982 le giostre furono spostate in piazza Barzanti, dove sono ospitate tuttora.

La piena d’Ombrone del 1966 segnò la sorte del campo Amiata in via definitiva. Nei due anni successivi, tra il novembre 1967 e il 10 aprile 1968, lo spazio cambio di nuovo volto, trasformandosi in un parcheggio. L’impresa Sartiani di Grosseto, secondo le indicazioni del Comune, vi costruì trecento posti auto.

Ed è sempre nel segno di uno spazio per auto che a metà anni Novanta la piazza assume sua terza sembianza: quella di un parcheggio interrato.

Il progetto, da 6 miliardi di lire, prevede la realizzazione su due piani interrati di 240 box pubblici e 60 da destinare ad uso privato, con il recupero dei 450 metri quadrati di superficie, a verde pubblico attrezzato. Il cantiere apre il 26 aprile 1996 e la data di ultimazione prevista è il 10 aprile del 1999. Ma, alla fine di dicembre 1998 il cantiere si blocca: la ditta appaltatrice fallisce e interrompe i lavori. Campo Amiata viene abbandonato. I lavori riprendono all’inizio del nuovo millennio e solo il 9 dicembre 2003 viene inaugurato ufficialmente il parcheggio sotterraneo (che era stato aperto alle auto qualche giorno prima).

Qualche mese dopo, il 2 aprile 2004, l’allora sindaco Alessandro Antichi presiede la cerimonia di intitolazione della piazza ai diciannove italiani morti in un attentato terroristico nel novembre dell’anno precedente a Nassiriya. Alla cerimonia quale partecipò anche l’allora presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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