Il Tirreno

Grosseto

l’appello dell’avis 

Donatori in calo senza il trasporto gratis

Donatori in calo senza il trasporto gratis

GAVORRANO. «Siamo preoccupati per la mancanza di sangue in provincia e in particolare per il nostro comprensorio e ipotizziamo che il problema possa inasprirsi a causa del mancato rimborso dei...

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GAVORRANO. «Siamo preoccupati per la mancanza di sangue in provincia e in particolare per il nostro comprensorio e ipotizziamo che il problema possa inasprirsi a causa del mancato rimborso dei trasporti dei donatori dalle sezioni Avis provinciali a quella grossetana». A lanciare l’allarme sono Alessandro Ciacci, presidente della sezione Avis Gavorrano/Scarlino e il presidente provinciale Carlo Sestini che si appellano alla Regione Toscana, perché eviti che i donatori, che sono poco più di 600 nella zona, diminuiscano. «La prospettiva – spiega Ciacci – è veder diminuire le donazioni annue, che in media annua si aggirano intorno alle 1.000 - 1.100, a 750-800 cioè il 20-25% in meno. Molti donatori hanno inoltre già espresso la loro volontà a sospendere la donazione».

A confortare questo triste scenario per l’Avis provinciale ci sono i dati rilevati nel 2017: 277 donazioni in meno (-2,27% fra sangue, plasma, multicomponenti) rispetto al 2016 e dall’andamento che si evince dal confronto tra i mesi di gennaio 2017-2018 la cifra non sembra migliorare con 88 donazioni. Nello specifico della sezione Gavorrano/Scarlino, il venir meno del rimborso del trasporto dei donatori con i pulmini porterà nei prossimi mesi l’Avis a non assicurare l’accompagnamento a chi vorrà donare al centro trasfusionale di Grosseto. «I rimborsi – aggiunge Sestini – non erano finora previsti da specifiche convenzioni ma rappresentavano una concessione fatta valutando la vastità del territorio provinciale per chi risiede lontano da Grosseto. Serve trovare altre forme per poter nuovamente assicurare un sostegno ad Avis e donatori della sezione». «Il risultato – proseguono Ciacci e Sestini – è costringere i donatori di Gavorrano e Scarlino ad arrivare nel capoluogo con mezzi propri con un aggravio di spese visto che da percorrere ci sono circa 80-100 chilometri. Non è possibile dirottarli sul centro di Massa Marittima né su quello di Follonica a causa del ridotto numero di giorni di apertura del centro e dell’abbondanza di donatori presenti». Inoltre la sezione chiede all’Asl di liquidare le competenze arretrate del dicembre 2013 e del 2016.

Stefano Fabbroni

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