Lutto
Una supermoto lanciata a 290 all’ora sul Gran lago salato
Dino Romano vuole battere il record di velocità. Il tentativo questa estate sulla Bonneville Speedway
GROSSETO. Dino Romano assomiglia a Burt Munro. E la supermoto a cui sta lavorando - ribattezzata “Open Eyes Dream” (sogno a occhi aperti) - ricorda, anche nelle forme, la Indian de “La grande sfida”.
Il film, reso celebre dall’interpretazione superba di Anthony Hopkins, ha la stessa trama della storia che andiamo a raccontare e che vede protagonista un grossetano 59enne, l’uomo che ha portato in Maremma, oltre 25 anni fa, le prime Harley, le prime Triumph. Sì, un pezzetto di Maremma, il prossimo agosto, si trasferirà nello Utah per tentare un record clamoroso, in cui dovranno sposarsi genio e follia. Una moto carenata alimentata a gas naturale verrà lanciata al massimo - fino a 280/290 chilometri orari – sul Gran lago salato tempio mondiale della velocità.
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«Mancano ancora sei mesi, ma stiamo mettendo a punto la partecipazione alla Speed Week 2018 - racconta Romano - manifestazione che si svolge a Salt Lake City, negli Stati Uniti. Qui, durante la settimana della velocità, la cui prima edizione risale al 1912, migliaia di piloti da tutto il mondo si danno appuntamento per gareggiare al Bonneville Speedway, il circuito ricavato all’interno del lago salato. Il nostro obiettivo è battere il record di velocità terrestre per motori alimentati a gas naturale. Un’idea nata e sviluppata in Maremma insieme all’amico Alessandro Bongiovanni».
Il progetto porterà il team fino alle lande del west americano, dove in estate il grossetano tenterà di battere il record di velocità sul Gran lago salato, nello stato dello Utah, con una motocicletta interamente costruita in Italia (in parte in Maremma) alimentata a gas naturale. Il team, che si compone di venti persone, unite esclusivamente dal piacere di condividere quest'avventura, si avvale di designer di fama come Federico Rizzo (metal bike garage), Walter Amista (zard exh), o specialisti nella vetroresina come Mostarda, tecnico nella Coppa America, Francesco Bellesi nelle funzioni di grafico, e i due piloti di punta, i già citati Romano e Bongiovanni. Importanti anche gli sponsor, da Virgin Radio a Ls2 Helmets. Presto, al team, si aggiungerà anche un nome noto dello spettacolo.
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«Vogliamo portare in alto i colori italiani – aggiunge Romano – dimostrare ancora una volta di saper coniugare ingegno, volontà e un pizzico di follia. L’obiettivo è sbriciolare il sale…».
La storia di Dino Romano è particolare, proprio come quella di Burt Munro. Originario di Mendoza, in Argentina, da ragazzo si trasferì con la famiglia a Milano, dove il padre aveva una concessionaria d’auto. «In officina –prosegue - ho cominciato a conoscere la meccanica e nel 1978 ho avuto la fortuna di incontrare Carlo Talamo, grazie al quale più tardi ho aperto a Grosseto una delle prime concessionarie e officine Triumph d’Italia». Da sempre nel mondo nei motori - dalle competizioni di dragster allo short track, dalla Thruxton Cup alla Sultans of Sprint - in trent’anni di attività Romano ha maturato un’esperienza importante nel settore delle elaborazioni su marchi come Harley Davidson e Triumph. Il suo estro gli ha permesso di realizzare numerose motociclette dal carattere unico, che hanno ricevuto lodi dalla stampa internazionale e riconoscimenti prestigiosi. Alcune sono comparse anche in capolavori di Hollywood.
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«È nella mia natura – sono ancora parole di Dino Romano - prendere sul serio i progetti che inizio, dedicandomi interamente al raggiungimento del successo. Il nostro obiettivo è fissare un record, ma per i partner c’è ampio spazio per iniziative commerciali o d’immagine, legate sia all’evento che al particolare luogo in cui si svolge, la cui fama è a livello mondiale. Bonneville è un luogo magico, unico nel suo genere, dove tutto è possibile. Durante questi mesi, con i nostri partner, cercheremo di trasmettere queste sensazioni al vasto pubblico dei social e della carta stampata, attraverso il racconto della costruzione della motocicletta e della preparazione psicologica di noi piloti e di tutto il team».
L’augurio che rivolgiamo a Dino è quello di poter fare proprio come Burt Munro, cioè scrivere un record che resti negli annali. Il lieto fine della “Grande sfida”.
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