Il Tirreno

Grosseto

Nuova associazione per rilanciare il centro storico

di Elisabetta Giorgi
Nuova associazione per rilanciare il centro storico

Incontro tra commercianti: pochi partecipanti ma tanti spunti Ztl, sicurezza, decoro: «Ora più che mai serve stare uniti»

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GROSSETO. I partecipanti erano una quindicina, a tratti sono arrivati a 20. L’incontro tra commercianti in programma ieri alle 17 al Caffè Latino non ha ottenuto (a sentire anche i presenti) la riuscita numerica sperata, anzi. «Avevamo chiamato più gente possibile: commercianti, residenti, proprietari dei fondi», scuote la testa Matteo Santoni, il promotore. Eppure, alla fine, tra chi non era forse interessato a “metterci la faccia” e chi non poteva lasciare il negozio (ma ha delegato altri a intervenire), il numero è rimasto piuttosto striminzito. «È come se ci fosse paura di mettere a posto la città – dice Santoni – Peccato: doveva essere un dialogo di pacifica autocritica, aperto anche a esponenti del Comune: avevo chiamato Ceccherini (Bruno, uno dei soci del Jab) e non c’era», così come mancavano altri nomi noti del commercio interno alle Mura.

Il dibattito. Si è parlato di tutto, tra colpe addossate al Comune e altre imputate a loro stessi. Sicurezza, decoro, fondi sfitti, ztl e altro. Scopo dell’incontro, durato un paio d’ore, era intanto guardarsi allo specchio e come dice il titolo “fare autocritica”: non lamentarsi solo su quello che altri non fanno ma intanto agire per primi, prendersi le responsabilità e - magari - dare pure l’esempio. La sporcizia, per esempio, è affare che riguarda sia il pubblico che il privato, tant’è che si è parlato sia di strade sporche che di fondi privati colmi di spazzatura. «Tutte queste riunioni col Comune vanno anche bene, ma – dice Manuela Ciaffarafà – guardiamoci anche un po’ in casa noi invece di squadrarci in cagnesco: io è dall’85 che lavoro in centro e ora più che mai bisogna capire che noi per primi dobbiamo riportare gente..». Intanto sta nascendo un’associazione omonima. E il 27 febbraio l’amministrazione comunale ha promosso in sala Pegaso un incontro aperto a tutti, con le associazioni di categoria. I commercianti per l’occasione presenteranno le loro proposte. Al Comune non si risparmiano critiche: pochi controlli, telecamere spente o inefficaci, sporcizia, scarso decoro e altro.

Idee, problemi. L’inizio dell’incontro è stato, un po’ da parte di tutti, una presa d’atto dello stato del centro storico. «Com’è da te la situazione?», si chiede subito. «Da me uno schifo, da te?» «Da me è peggio, sembra di essere a Beirut», risponde qualcuno col sorriso a denti stretti. Ci sono tra gli altri Moreno Cardone dell’Uva e il Malto; Elisabetta Forcelloni del ristorante Langolino; Lorenzo Tozzi commerciante di via Paglialunga; Manuela Ciaffarafà di Fashion 2002. Monica e Cristian Staderini dell’Archetto, lo chef Matteo Santoni e altri, tra cui Matteo Tronchetti (pezzo a fianco). Forcelloni: «Qua bisogna trovare le idee e proporre cose», dice puntando l’attenzione sulla sicurezza, la necessità di “attivare” le telecamere in centro storico («Quelle che ci sono funzionano?», «Importantissimo rimettere l’occhio in uscita») e spingere sui controlli della Municipale. Chiede una stretta sui controlli anche Monica Staderini («Alle 1 quando esco dal lavoro sono sola e ho paura»). Il decoro. «C’è una sporcizia allucinante, i cassonetti sono da guinness dei primati». Ciaffarafà parla animatamente e lancia proposte: è stata a parlare col sindaco e ieri è intervenuta a lungo. «È importante – dice – che i fondi sfitti ritrovino il decoro; i proprietari dovrebbero tener puliti saracinesche e interstizi e il sindaco potrebbe fare un’ordinanza rivolta a loro». Altra sua idea: non far pagare la Tosap a chi, proprietario di serre e vivai, potrebbe organizzare mercati dei fiori in centro: «Così si potrebbero incentivare eventi». Proposta ben accolta da tutti. Serve la collaborazione tra commercianti e residenti: a questi ultimi si chiede (sempre nel rispetto delle regole) di venire incontro agli altri (si evoca la clamorosa secchiata d’acqua in via Ricasoli). «Serve che commercianti e residenti non si considerino rispettivamente due entità separate ma – così come i commercianti tra loro – dialoghino. Se noi cominciamo a spegnere le luci, vedrete che anche i residenti in centro non ci staranno mica più bene».

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