Il Tirreno

Grosseto

«Fanghi inquinati», i timori sul porto

di Ivana Agostini
«Fanghi inquinati», i timori sul porto

Talamone: M5s punta i riflettori sulla presunta presenza di zinco che risulterebbe dalle carte e chiede risposte

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TALAMONE. In attesa che partano le operazione di dragaggio per ristabilire la profondità dei fondali del porto di Talamone, oltre alla sicurezza dell’approdo preoccupa anche la giù ventilata presenza di zinco nei fanghi.

Ad esprimere preoccupazione, dopo il Wwf e Italia Nostra che hanno chiesto chiarimenti alla Regione Toscana, è il Movimento 5 stelle di Orbetello.

«Come risulterebbe dalle carte, nell’area da scavare del porto di Talamone – dicono i pentastellati – vi sarebbe una zona con una concentrazione anomala di zinco che dovrà essere trattata a parte».

Le carte dalle quali risulterebbe questa presenza sono quelle del progetto esecutivo per il dragaggio del porto di Talamone risalente al gennaio 2018. L’elaborato in questione, a pagina 4, riporterebbe nero su bianco un valore anomalo sullo zinco. E proprio in base a questo dato, come risulta al Movimento «i fanghi di questa zona dovranno essere smaltiti in discarica autorizzata e non trasportati a Piombino come avverrà per il resto dei sedimenti. Sapere che l’onere di questo smaltimento speciale sarà probabilmente a carico della comunità è per noi una bestialità». Il M5s chiede di capire l’origine di questo presunto inquinamento, per poi chiarire a chi spetti l’onere dello smaltimento.

Il dragaggio del porto costerà 1 milione e 100mila euro: 600mila euro saranno messi dalla Regione Toscana, 150mila dal Comune di Orbetello e 350mila dal Consorzio che ha le concessioni del porto.

Alfredo Velasco (capogruppo del M5s in consiglio) fa riferimento anche alla lettera che Wwf e Italia Nostra hanno mandato alla Regione Toscana e al Comune di Orbetello che – ricorda lui – «evidenzia il problema dello zinco e mette l’accento sul concetto secondo il quale a pagare deve essere chi ha inquinato e non la collettività». I grillini e il consigliere comunale di minoranza chiedono di far luce sulla presenza o meno di inquinamento e «come mai nessuno l’abbia mai visto prima, e quali controlli siano stati effettuati nell’area e come si intenda procedere». I grillini vogliono sapere quali provvedimenti intendano prendere l’amministrazione comunale o le altre istituzioni competenti (Capitaneria, Arpat) e come intendano procedere per risolvere questo problema che – sostengono – «non appare sia dipeso da attività naturali, ma da attività umane». A giudizio di Velasco è «opportuno e necessario indagare bene la questione e chiarire la situazione da tutti i punti di vista».



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