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Baby gang allo Scalo tanti furti e atti vandalici
Gelateria, pizzeria e campo di calcio presi di mira: bottino magro e danni ingenti Installata la telecamera in un impianto, ladro immortalato nelle immagini
SCARLINO. Sei volte nella gelateria Monte Bianco, due volte nella pizzeria Hangar, quattro volte dentro gli impianti sportivi dello Scarlino Calcio e vari altri furti: in poco tempo a Scarlino Scalo sono stati messi a segno diversi colpi.
Piccole refurtive, qualche volta un fondo cassa, un telefono ma soprattutto patatine, snack e alcolici: un bottino scarso a fronte di danni da migliaia di euro. E i commercianti ogni volta devono pagare per porte e finestre rotte. «Ho riaperto la mia gelateria il 14 febbraio dopo la pausa invernale – racconta Giulia Silvanini – domenica all’ora di pranzo sono andata ad aprire il negozio e ho trovato la porta del retro rotta. All’interno del negozio i ladri hanno trovato soltanto pochi spicci ma la porta invece costerà molto di più». Nel 2016 sono stati cinque i colpi messi a segno nella gelateria di Giulia: «lo scorso anno sono stata risparmiata ma due anni fa sono entrati cinque volte prendendo una volta l’incasso e altre volte poco o nulla. Cinque volte quindi che devo riparare la porta del retro del negozio».
Lo stesso è accaduto alla pizzeria Hangar che non ha neanche avuto il tempo di fare l’inaugurazione lo scorso 26 dicembre che già ha subito due furti: «da quando ho aperto sono entrati in pizzeria due volte, hanno preso il cassetto con le monete di fondo cassa e la seconda volta, a distanza di due giorni dalla prima, hanno preso il cellulare della pizzeria che utilizzo per ricevere le telefonate dei clienti – racconta il proprietario Salvatore Gardali – Quando ho capito il clima in cui siamo costretti a vivere ho fatto installare un’inferriata sulla porta del retro così da evitare ulteriori danni». Lo stesso è stato per i tanti furti messi a segno al campo sportivo: quattro in totale. Ma Danilo Ceccarelli, presidente dell’associazione calcistica del luogo, dopo che per tre volte ha dovuto riparare i danni alla struttura, è voluto correre ai ripari installando un impianto di videosorveglianza che durante l’ultimo colpo ha permesso di riconoscere l’autore che ora ha un nome e un cognome.
Il responsabile si era introdotto all’interno della struttura tagliando la recinzione e sfondando la porta del bar per rubare qualche birra e qualche salatino e anche per gli episodi precedenti era stato lo stesso. Giulia Silvanini non tollera più questa situazione: «Ho vissuto a Roma e a Reggio Emilia e ho scelto di aprire un’attività a Scarlino Scalo per la tranquillità del posto, non mi sarei aspettata una cosa del genere. È un incubo. L’attività va bene e i clienti sono affezionati ma tutti questi furti sono davvero troppo. Sembra che nessuno possa farci niente e ci siamo abbandonati».
Tutte le denunce fatte dai commercianti sono contro ignoti ma i sospetti ricadono sempre su un gruppetto di minorenni: «speriamo che presto le forze dell’ordine risolvano questa situazione perché siamo arrivati al limite della sopportazione» conclude Giulia Silvanini.
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