Il Tirreno

Grosseto

Un imprenditore in kayak nel segno dell’avventura

di Ivana Agostini
Un imprenditore in kayak nel segno dell’avventura

Guido Del Gizzo, 61 anni, navigherà in solitario da Talamone a Catania Per lanciare un messaggio ideale e una sfida innovativa al turismo in Maremma 

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TALAMONE. Navigare da solo, in kayak, per circa quaranta giorni da Talamone a Catania: «È l’avventura di un uomo normale», assicura Guido Del Gizzo, imprenditore agricolo a Fonteblanda che compirà 61 anni il prossimo 21 marzo e che il compleanno probabilmente lo festeggerà “a bordo”.

Del resto questo viaggio è già un battesimo: nasce infatti con questa impresa che non resterà isolata, la “Compagnia dell’Avventura”. Nel logo, realizzato da Paolo Cardoni, il Joshua, la barca con cui Bernard Moitessier si ritirò in Polinesia “per salvare la sua anima” al Giro del Mondo del 1968 (Golden Globe) mentre era in testa. Una barca e una scelta entrate nel mito.

Del Gizzo ritene la sua impresa del tutto normale: «La dimostrazione che tutti possono dedicarsi a un’avventura», dice. L’imprenditore partirà da Talamone domattina alle otto (meteo permettendo) con un kayak lungo 5,85 metri, in carbon kevlar con 3 gavoni stagni. Navigherà sotto costa. Prima tappa Ansedonia, raggiunta attraversando la laguna di Orbetello: da Talamone a Fibbia, da qui dentro la laguna di Ponente, poi a Levante lungo il fosso Glacis e infine Ansedonia. «Ogni giorno cercherò di percorrere circa venti miglia dall’alba al tramonto – dice Del Gizzo». E siccome fino a Catania ci sono più o meno 550 miglia, «dovrei farcela in trenta, quaranta giorni. I punti di navigazione più critici, per problemi di traffico e di visibilità dello scafo, saranno il Golfo di Napoli e lo Stretto di Messina, che percorrerò accompagnato da una barca d’appoggio; e il porto di Messina per il quale chiederà assistenza alla Guardia Costiera».

Per il resto Guido sarà sempre solo, col suo telefonino alimentato da un pannello solare, e un gps: «Sarà una prima esperienza di trekking nautico – spiega – non mi interessa la prestazione sportiva fine a se stessa e non ho un programma rigido da rispettare, salvo il rientro in azienda per l’inizio della stagione lavorativa. Navigherò da solo perché non ho trovato nessuno che volesse pagaiare con me in inverno. Tutti i circoli nautici e di canottaggio sono avvisati del mio arrivo ed è possibile quindi che qualcuno si unisca durante il tragitto: come in ogni viaggio che si rispetti, gli incontri inaspettati sono la parte più divertente».

Il navigatore solitario ha in mente solo una sosta certa, quella a Salerno, sua città di origine. «Per il resto deciderò giorno per giorno». Documenterà tutto con una telecamera munita di gps e il suo viaggio potrà essere seguito su Facebook, pagina della Compagnia dell’Avventura.

Perché tutto questo? Innanzitutto per una ragione ideale: restituire soprattutto ai giovani lo spirito dell’avventura, far capire loro che per fare qualcosa non è necessario avere particolari strumenti e mezzi ma basta la volontà di farlo. «Io l’ho capito grazie all’incontro con una donna, Raffaella, non più giovanissima. Mi raccontò con tono leggero, come nulla fosse, ciò che fece con un amico nel 1978, quando partì in autostop da Tunisi e arrivò a Dakar passando per il Sahara. È vero, era un mondo diverso. Ma in fondo lo spirito dell’avventura è spogliare gli avvenimenti straordinari dei loro aspetti estremi per accettarli con semplicità».

E poi c’è l’ideale guardato con lo sguardo dell’imprenditore: «Questo è solo l’inizio», sottolinea Del Gizzo. «Lo scopo di questo giro in kayak è far conoscere il progetto della Compagnia dell’Avventura qui in Maremma». Per aggregare “complici” e magari costruire davvero per la Maremma – dai sentieri del mare a quelli dei cavalli – un futuro di turismo “senza stagioni”. Quello che non ha date fisse. Quello dell’avventura.

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