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Polemiche Coni Tra Gabbiani e Giannini botta e risposta

FOLLONICA. Continua il botta e risposta tra il fiduciario del Coni Claudio Gabbiani e il delegato provinciale Coni di Grosseto Daniele Giannini. Nei giorni scorsi Gabbiani aveva rassegnato le proprie...

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FOLLONICA. Continua il botta e risposta tra il fiduciario del Coni Claudio Gabbiani e il delegato provinciale Coni di Grosseto Daniele Giannini. Nei giorni scorsi Gabbiani aveva rassegnato le proprie dimissioni dopo aver denunciato «le cattive condizioni degli impianti da calcio di Follonica» e dopo aver indicato, a suo parere, il poco impegno del Coni nel fare in modo che lo sport sia di tutti.

Giannini aveva risposto smentendo Gabbiani e mostrando il grande impegno del Coni nel promuovere la pratica sportiva a Follonica. «Sono costretto nuovamente a prendere distanza dalla risposta del delegato Coni che dovrebbe prendere in considerazione le problematiche che da tempo gli vengono poste – dice Gabbiani – L’incentivazione allo sport nel comune di Follonica è impantanata e asfittica, basta controllare le attività sportive dei comuni limitrofi per vedere quanti bambini follonichesi praticano l’attività sportiva al di fuori del Comune di appartenenza: questo è il vero fattore su cui bisogna ragionare. Lasciare un monopolio sportivo per ogni disciplina senza avere una concorrenza leale tra associazioni sportive porta a questo». E prosegue: «Chiedo al delegato Coni Giannini come fa a non preoccuparsi e a non agire di conseguenza sapendo che l’amministrazione comunale di Follonica vuole concedere due impianti di calcio a una stessa società, ma si preoccupa invece di andare sui giornali quando non gli vengono concessi i contributi dal Comune di Grosseto per lo svolgimento di Sportamico (anno 2017)» dice Gabbiani riferendosi al progetto del Coni, che coinvolge gli alunni delle scuole e moltissimi istruttori.

Giannini aveva accusato Gabbiani di cercare notorietà: «Per quanto riguarda l’affermazione di aver voluto un momento di notorietà – continua Gabbiani – tranquillizzo il delegato Coni che non è nel mio stile, ma le dimissioni sono state rassegnate unicamente per far riflettere sia il Coni sia l’amministrazione comunale sui veri problemi che esistono nel mondo sportivo. Non voglio insegnare a nessuno e soprattutto a Giannini come deve fare il suo lavoro, ma quando vengo incaricato di un ruolo, personalmente metto anima e cuore in quello che faccio e in quello che credo». (g. s.)

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