Il dolore
Medie non in regola chiuse da domani
SANTA FIORA. La sentenza della Cassazione che ha fatto chiudere la scuola di Ribolla comincia a mietere le prime vittime. Chiude, infatti, anche l’edificio scolastico della media di Santa Fiora che...
SANTA FIORA. La sentenza della Cassazione che ha fatto chiudere la scuola di Ribolla comincia a mietere le prime vittime. Chiude, infatti, anche l’edificio scolastico della media di Santa Fiora che non è, come tante scuole italiane, in regola con la normativa antisismica.
Da domani le tre classi della secondaria di primo grado saranno a fare lezione nei locali dell’istituto commerciale dove ci sono tre stanze libere. Amareggiato il sindaco Federico Balocchi: «Una decisione grave e difficile chiudere la scuola media e trasferire gli alunni nei locali dell'Istituto superiore. Questa scelta è la conseguenza della recente sentenza della Cassazione che ha causato la chiusura anche della scuola di Ribolla. In entrambi i casi la normativa vigente consentiva le regolari attività didattiche, ma i giudici hanno ritenuto necessario assumersi un ruolo regolatore e imporre la chiusura degli edifici qualora essi non rispettino i parametri antisismici». Balocchi ci tiene comunque a sottolineare che «l'attenzione dell'amministrazione è stata guidata in questi anni dal rispetto per la sicurezza reale della struttura, dalla continuità delle attività didattiche, dal benessere di studenti e insegnanti» e rammenta la decisione della sua amministrazione di costruire una nuova scuola media, che, comunque, non sarà finita per il prossimo anno scolastico. La gara è infatti ancora in corso e quasi sicuramente ci vorranno altri due o tre mesi prima di poter avviare il cantiere: «Abbiamo lavorato sodo – aggiunge Balocchi - per realizzare una struttura moderna al passo con i tempi e con le nuove regole edilizie, che si stima sarà pronta fra un anno e mezzo. Anche in questa emergenza abbiamo cercato di difendere il nostro sistema scolastico, ma inevitabilmente la soluzione adottata non è ottimale, sacrifica spazi e limita la didattica. Faremo il possibile insieme alle istituzioni scolastiche per non far pagare questa precarietà agli studenti».
Ma il primo cittadino non risparmia una punta polemica alle decisioni della magistratura e pone sul tavolo molte domande: «Noi rispettiamo la magistratura e le sue decisioni, anche quando non le condividiamo. Questa sentenza della Cassazione determina una situazione paradossale in tutta Italia: in ogni Comune ci sono edifici pubblici e privati che non sono adeguati ad alcuni parametri, li chiudiamo? Solo il 5 % delle scuole hanno l’attestato antisismico, cosa facciamo? Sono più responsabili quei sindaci che le mantengono aperte o quelli che le chiudono? Manderemo tutti i ragazzi italiani a studiare all’aria aperta? Da Santa Fiora confidiamo che il prossimo Governo si faccia carico con urgenza della nostra e delle migliaia di situazioni simili e intervenga con l’emissione di una normativa ragionevole che consenta la messa in sicurezza degli edifici garantendo la continuità didattica». (f.b.)
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