Il Tirreno

Grosseto

MediaWorld, è sciopero E c’è un’ipotesi di salvezza

di Giovanna Mezzana
MediaWorld, è sciopero E c’è un’ipotesi di salvezza

Scendono in piazza il 3 marzo i 24 addetti a rischio trasferimento per chiusura  Aurelia Antica intanto è alla ricerca di un nuovo marchio che subentri nel fondo

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GROSSETO. Spunta all’orizzonte una chance di salvataggio per i posti di lavoro dei dipendenti di MediaWorld, ma coglierla al volo non sarà semplice. I proprietari del centro commerciale Aurelia Antica hanno già avviato una ricerca per trovare un marchio che possa occupare il fondo utilizzato da MediaWorld, la catena di grande distribuzione specializzata nella vendita di elettrodomestici, smartphone e pc che venerdì ha annunciato la chiusura dello store grossetano ospitato nel centro commerciale del Casalone. La difficoltà non sarà trovare un nuovo “affittuario” – l’Aurelia Antica è una bella vetrina, oggi ancora più attraente grazie al nuovo cinema multisala – bensì, eventualmente, traghettare i dipendenti (24) – che non rischiano il licenziamento bensì il trasferimento – da MediaWorld al nuovo marchio.

L’annuncio. Mediamarket, società del gruppo tedesco Metro Ag, proprietaria della griffe Mediaworld ha annunciato – ad un tavolo aperto coi sindacati – un bilancio consuntivo in perdita di 17 milioni di euro; è da qui che sarebbe scaturita la scelta – tra altri “accorgimenti” salva-bilancio – di chiudere il 31 marzo due punti vendita: quello di Grosseto ospitato all’Aurelia Antica e di Milano Stazione Centrale. Si apre così un baratro per i 24 dipendenti dello store grossetano: in alternativa al licenziamento, Mediamarket mette sul piatto il trasferimento in altri punti vendita.

Famiglie nel dramma. Il problema è che i negozi MediaWorld più vicini a Grosseto sono a Pisa e Firenze. E dramma, nel dramma, a due giorni dall’annuncio, emerge anche la geografia” dei posti di lavoro a rischio: nello store dell’Aurelia Antica «su 24 lavoratori, ci sono sei coppie – notano Massimiliano Stacchini e Stefano Rosica, segretari grossetani rispettivamente della Filcams Cgil e della Uiltucs Uil – che rischiano di ritrovarsi di punto in bianco senza nessun introito familiare e senza alcun ammortizzatore sociale».

Qui la Regione. La vertenza MediaWorld – la notizia è di ieri – potrebbe superare i confini della Maremma e giungere fino a Firenze. Con il consigliere regionale Pd Leonardo Marras, i sindacati hanno concordato la richiesta di un intervento della Regione per aprire un tavolo tecnico di crisi con la società»: con questo obiettivo domani verrà contattato l’assessore toscano Gianfranco Simoncini.

Qui Aurelia Antica. Intanto al centro commerciale non si sta con le mani in mano. «Siamo vicini ai dipendenti di MediaWorld – conferma Stefania Ricci, amministratrice unica di Barghi, la società proprietaria di Aurelia Antica Shopping Center – E speriamo che la società tenga conto e valorizzi le loro competenze. Intanto, abbiamo già in corso trattative per cercare marchi che possano occupare quel fondo», che senza dubbio non rimarrà vuoto. Le grandi catene che operano sullo stesso segmento di mercato di MeadiaWorld non sono poche – Euronics, Trony, Unieuro, Expert.. – resta da capire se l’arrivo di un nuovo brand della grande distribuzione dell’elettronica potrebbe davvero rappresentare la salvezza per i dipendenti: «È una possibilità, vedremo» dice Eleonora Bucci di Filcams Cgil; chi dovesse occupare il fondo al posto della catena tedesca, infatti – e questo è l’ostacolo – non avrebbe alcun obbligo di assumere i dipendenti MediaWorld che il 3 marzo, giorno che precederà la tornata elettorale, incroceranno le braccia, nella speranza che si riapra la mediazione.



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