Sicurezza
In duecento in piazza per dire no al fascismo
Presidio a Porta Vecchia e raccolta di firme per la mozione
GROSSETO. Duecento, duecentocinquanta persone hanno manifestato ieri in piazza Esperanto per dire no al fascismo e per rimarcare «l’identità di una città che rivendica ancora la propria appartenenza ai valori dell’antifascismo e della Resistenza».
Un movimento spontaneo, che ha unito giovani e meno giovani e ha risposto all’invito di un comitato che fino a pochi giorni fa neanche esisteva, ma che ha saputo intercettare il disagio e la protesta di quei cittadini sconcertati davanti al raid razzista di Macerata e delusi dalla bocciatura in consiglio comunale a Grosseto della mozione antifascista proposta da Pd e Lista Mascagni.
È così che è nato il Comitato giovanile antifascista, organizzatore del presidio di tre ore ieri a Porta Vecchia.
A poche centinaia di metri CasaPound, nelle stesse ore, presentava il proprio programma in sala consiliare. Ma non è stata questa circostanza a portare in piazza queste persone.
«Il Comitato è nato a seguito della bocciatura della mozione e dei fatti di Macerata», spiega Matteo Di Fiore, 22 anni, studente di Economia a Siena, già membro del Collettivo Laika e tra le anime del comitato. «Ed è nato – prosegue – per far sentire la presenza giovanile nel movimento antifascista».
Tra slogan, cartelli, striscioni calati dalle Mura, bandiere rosse, i cittadini si sono ritrovati alle 16. Tra di loro molte personalità politiche e dell’associazionismo – tra gli altri Potere al popolo, Liberi e uguali, Partito comunista, Anpi, sindacato Usb, Pd – ma nessuna bandiera di partito.
E proprio la mozione per vietare l’uso di spazi pubblici comunali a chi non si dichiara antifascista, antirazzista, antisessista, presentata martedì in consiglio comunale dal consigliere Carlo De Martis (Lista Martis), è diventata protagonista del presidio di ieri.
È stata infatti organizzata una raccolta di firme «perché tanti cittadini grossetani non si riconoscono nel voto dato dalla maggioranza», ha detto De Martis, parlando al megafono. La raccolta, dice De Martis, ha un valore simbolico e politico per manifestare che esiste una Grosseto antifascista che si riconosce nei valori costituzionali e quella mozione la approva». La mozione prosegue on line.
E tra chi ha firmato la petizione a favore della mozione c’è stata anche l’esponente pentastellata Mirella Rossi (il suo gruppo consiliare si era astenuto dal voto e presenterà un nuovo testo, vedi articolo a destra).
Il presidio è stato seguito dalla Digos e dal questore; tutto è filato liscio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
