Attenzione
In arrivo più controlli su strada
Circolare del capo della polizia Gabrielli: accolta la proposta di Anvu
GROSSETO. La proposta, lanciata e fortemente sostenuta da tempo da Luciano Mattarelli, orbetellano e portavoce della presidenza nazionale Anvu (associazione professionale polizia locale d’Italia), è stata accolta dal capo della polizia Franco Gabrielli, che con una circolare invita ad aumentare i controlli su strada e a studiare a fondo il fenomeno dell’incidentalità.
Il presupposto è che nel 2017 i morti su strada sono tornati a salire. Aumentata la mortalità stradale il capo della polizia invita a una nuova campagna di controlli, auspica nuove analisi, chiede uno sforzo congiunto tra forze di polizia per aumentare i controlli su strada e un impegno sulla formazione e sullo studio di nuove forme di comunicazione «che si aggiungano alle collaudate iniziative di formazione ed educazione alla legalità», elemento (anch’esso sostenuto da Anvu) che «può rivestire notevole importanza per far percepire alla cittadinanza la gravità del fenomeno, anche attingendo ad esperienze maturate in occasione di incidenti stradali che possano aver avuto una vasta eco».
Soddisfatto Mattarelli. «È una vita che ribadiamo questo discorso – dice – e ora anche il massimo vertice della pubblica sicurezza dice che bisogna tornare sulla strada con controlli sul campo e una campagna di educazione stradale»; il codice della strada già lo dice «che parte dei proventi vadano destinati all’educazione stradale. Arriva ora la circolare del capo della polizia che dà ragione all’Anvu: più uomini sulle strade delle polizie dello stato e locali, coordinamento e predisposizione delle pattuglie sul territorio coordinata dalla Prefettura (articolo 11 codice della strada) con la messa a disposizione di pattuglie di tutti i corpi (dello Stato e locali); riprendere sistematicamente l’educazione stradale nelle scuole coi soldi delle multe (una parte) come prevede il codice stradale agli articoli 208 e 230. La prefettura, tramite le questure e le sezioni provinciali della polstrada, devono contare sulle pattuglie messe a disposizione dai comuni e per quello specifico servizio coordinarli direttamente, come già avviene per il personale distaccato presso le procure della repubblica che sono alle dirette dipendenze della magistratura. Insomma, le norme ci sono: basta applicarle». (el.gi.)
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