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Il teschio di “Sandrone” a Massa

Il teschio di “Sandrone” a Massa

A “TourismA” spunta il fossile della scimmia di Baccinello. Presto una copia in 3D 

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MASSA MARITTIMA. A “TourismA”, il salone dell’archeologia e del turismo culturale in corso al palazzo dei congressi di Firenze, si possono fare anche delle belle scoperte: è il caso dell’Oreopithecus di Montebamboli.

La piccola scimmia antropomorfa è vissuta circa 8, 5 milioni di anni fa e i suoi fossili sono stati rinvenuti per la prima volta nel 1871 dal professor Igino Cocchi nelle miniere di lignite di Montebamboli. Un secondo scheletro, questa volta completo, è stato rinvenuto a Baccinello nel Comune di Scansano e ribattezzarono familiarmente dagli studiosi “Sandrone”.

Proprio una copia 3D dell’Oreopiteco Bambolii Sandrone è stata scovata al salone dell’archeologia dalla direttrice dei Musei di Massa Marittima, Roberta Pieraccioli, che ieri ha scritto un post su Facebook accompagnato da una fotografia: «La ditta Paleos ha realizzato, tra le altre, la copia 3D del cranio dell’esemplare trovato a Baccinello nel 1958 dell’Oreopiteco del Montebamboli – scrive – Abbiamo inoltrato richiesta ufficiale al museo di storia naturale dell’Università di Firenze per averne una copia anche al museo archeologico di Massa Marittima».

Attualmente lo scheletro originale della scimmia è conservato al Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Sezione di Geologia e Paleontologia ma presto una bella copia 3D di Sandrone potrebbe arrivare anche nella città del Balestro.

(g. s.)

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