Attenzione
Villa il Tesoro, si va avanti con il progetto
La maggioranza ci crede e l’opposizione mette solo il paletto della legalità: aumenta la ricettività turistica
MASSA MARITTIMA. Quella della villa il Tesoro di Valpiana è una variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico che da mesi fa discutere il consiglio comunale.
Da una parte la maggioranza che vede nell’aumento della ricettività turistica una fonte di guadagno per la comunità massetana, dall’altro l’opposizione, e in particolare l’opposizione di Massa Comune, che prima di dare il proprio benestare vorrebbe avere alcune rassicurazioni. Durante l’ultimo consiglio comunale è stata votata l’attuazione della variante al regolamento urbanistico che riguarda appunto il complesso di villa il Tesoro a Valpiana, la bellissima struttura ricettiva nelle campagna di Massa Marittima di proprietà di una famiglia originaria della Russia, la stessa che nel 2013 organizzò la nota festa di nozze con festeggiamenti in piazza Garibaldi.
La variante urbanistica permette l’aumento della ricettività turistica della villa fino a 50 posti letto – e quindi di 22 in aggiunta agli attuali – per un totale di 2200 metri cubi in più. Ma le modifiche riguarderanno anche trasformazioni agli edifici e alle strutture connesse e già esistenti. Per la giunta non ci sono dubbi, si tratta di un’occasione: un modo per permettere lo sviluppo del territorio rurale di Valpiana a fini turistici che porterà notevoli giovamenti all’economia della città. «Si tratta di un progetto convenzionato – dice il sindaco Marcello Giuntini – questo discusso in consiglio è l’ultimo passaggio e a valle c’è la firma della convenzione che porterà un investimento consistente. Un progetto che porterà anche un introito importante in termini di oneri di urbanizzazione per Massa Marittima: cifre che si aggireranno tra gli 80 e 120mila euro. Insomma è una cosa importante per il Comune». Gabriele Galeotti, capogruppo di minoranza, non si è detto contrario a chi vuole investire sul territorio: «Da sempre sono favorevole a chi vuole investire qui – aveva detto in passato il consigliere – ma vorrei che questo avvenisse nella totale legalità e alla luce del sole». Galeotti si riferisce ad un particolare accesso agli atti: una cartellina che non si trovava in Comune proprio perché era stata richiesta dalla Procura di Grosseto per delle indagini. Documenti che avevano fatto ritorno a Massa Marittima soltanto dopo alcuni mesi. «Massa Comune teme che la procura possa interessarsi del caso come ha già fatto e come sta facendo. Potrebbe rivelarsi una grossa grana per il Comune e coloro che sono stati a favore»: questa è la paura più Grande di Galeotti che sembra aver già denunciato i fatti alla procura della Repubblica. Pericolo che per Giuntini sarebbe inconsistente: «Si tratta di un’indagine finita nel nulla – ha detto – Non sappiamo a cosa siano state necessarie quelle indagini ma ad oggi non è stato comunicato alcun procedimento». (g.s.)
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