«Chiude Mediaworld» L’allarme per 24 famiglie
La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno al negozio dell’Aurelia Antica I sindacati proclamano sciopero, la società parla di decisione irrevocabile
GROSSETO. «Parte del piano è anche la decisione irrevocabile di chiudere i punti vendita di Milano e Grosseto per ragioni di grave insostenibilità economica»: è un filmine a ciel sereno, quello arrivato ieri mattina alle 11, sulla testa dei 24 lavoratori di MediaWorld, lo store di elettronica che si trova al centro commerciale Aurelia Antica. Un fulmine che da Roma si è abbattuto sulla Maremma senza che né i dipendenti della catena, né i sindacati, sapessero alcunché. «Nessuno dei vertici aziendali ci ha avvertiti di cosa stesse succedendo – dice uno dei lavoratori – Ma la cosa più grave, oltre a questo problema di comunicazione, è il fatto che la società non ha mai fatto nulla per dare una mano alle vendite». Gli esempi che vengono fuori da MediaWorld raccontano l’immobilità dell’azienda. «Non hanno mai cambiato un direttore, ad esempio – dice ancora – e abbiamo anche subito il fatto che ad esempio, sul sito Internet della nostra società, i prodotti venivano venduti a prezzi inferiori rispetto ai nostri negozi. Era come farsi concorrenza dall’interno».
L’annuncio è stato dato ai sindacati ieri mattina a Roma, durante un tavolo al quale si stava discutendo la riorganizzazione della grande catena dell’elettronica. A Grosseto, nessuno dei 24 dipendenti ha mai fatto nemmeno un giorno di solidarietà, gli ammortizzatori sociali non sono stati attivati. È arrivata solo la comunicazione dell’azienda: il negozio chiuderà definitivamente il 31 marzo con l’impegno assunto dalla proprietà di trasferire i dipendenti. «Chiedere il trasferimento di lavoratori che a Grosseto hanno famiglia equivale a licenziarli, per la maggior parte dei casi – dice Eleonora Bucci della Filcams Cgil – Le uniche informazioni che oggi sono giunte dall’azienda sono le chiusure e i tagli: non hanno parlato di licenziamenti ma di trasferimenti, anche se tutto dipenderà da dove saranno trasferiti. Non c’è stata alcuna comunicazione prima, abbiamo saputo quello che stava succedendo dalla riunione in programma a Roma».
Un fulmine a ciel sereno che ha costretto i sindacati a fissare subito, per il 3 marzo, lo sciopero dei lavoratori. «Abbiamo solo 45 giorni a disposizione per tentare di fare qualcosa – dice Stefano Rosica della Uiltucs Uil – Dall’azienda non ci era mai stata comunicata una decisione del genere: c’erano altri punti vendita in solidarietà ma per Grosseto non se ne era mai neppure parlato». E non era nemmeno mai stato annunciato un piano che prevedesse il trasferimento dei lavoratori del punto vendita di Grosseto. Dove, poi? I negozi più vicini sono a Roma, a Firenze e Pisa. Altre città, centinaia di chilometri distanti dalla Maremma. «Ci sono persone che lavorano qui da 15 anni – dice uno dei lavoratori di MediaWorld – che a Grosseto hanno famiglie, hanno figli e legami e che difficilmente accetteranno di essere trasferiti in altre città». Ventiquattro famiglie che rischiano quindi, di trovarsi a casa dall’oggi al domani.
È una corsa contro il tempo, quella intrapresa dai sindacati ma anche dalla proprietà dell’Aurelia Antica. «Siamo stati informati del piano nazionale di riorganizzazione di MediaWorld: la decisione della società ci rammarica – dice Stefania Ricci, amministratore unico di Barghi, la società proprietaria del centro commerciale – che non ci coglie di sorpresa. In questo momento il nostro primo pensiero è sicuramente rivolto ai dipendenti del punto vendita MediaWorld di Grosseto, che per tanti anni abbiamo avuto nel nostro centro commerciale, e confidiamo che siano messe in atto tutte le tutele a garanzia dei loro posti di lavoro e della loro professionalità. In ogni caso il management di Aurelia Antica ha già in corso trattative con importanti marchi di prima grandezza a livello nazionale per completare l’offerta di una galleria commerciale che negli anni ha mantenuto, e continuerà a farlo, un alto livello di qualità e quantità a servizio della clientela maremmana e non solo. Con un’attenzione particolare alle famiglie, com’è nella filosofia di Aurelia Antica».
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