Il Tirreno

Grosseto

Una raccolta fondi per creare una scuola “prefabbricata”

di Gabriele Baldanzi
Una raccolta fondi per creare una scuola “prefabbricata”

Ribolla, la scrittrice Miliotti lancia la sua idea al sindaco «Aprire una sottoscrizione, com’è successo a Norcia» 

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RIBOLLA. Il Comune di Roccastrada è alla ricerca di denaro per realizzare una nuova scuola, a Ribolla, per dare una nuova casa ai bambini delle Elementari e delle Medie che sono costretti ogni giorno a percorrere decine di chilometri per andare a Roccastrada e rientrare nella frazione.

In municipio, sul tavolo del sindaco, sono appoggiati due fascicoli con altrettanti progetti, in fase di sviluppo. Il primo è quello del plesso da tirare su in via del Diaccialone, con materiali moderni, nel rispetto di criteri di bioedilizia, antisismicità, attenzione al risparmio energetico e abbattimento delle barriere architettoniche, parcheggi e spazi verdi. Insomma una scuola costosa e con tempi di realizzazione medio lunghi. Poi c’è il piano B: la scuola prefabbricata, meno impegnativa dal punto di vista economico, facile da realizzare. È l’opzione in campo per tamponare in questa fase il disagio degli spostamenti. In questo secondo ragionamento si innesta la proposta della scrittrice Anna Genni Miliotti, che ormai trascorre molti giorni all’anno nel territorio di Roccastrada. L’idea è quella di una raccolta fondi per Ribolla, come se ci fosse davvero passato il terremoto.

«A Norcia – racconta – hanno letto del caso Ribolla, dei problemi giudiziari, del fabbricato sequestrato, non più agibile, e, avendo vissuto un sisma, hanno compreso il disagio di questa comunità. Conosco la maestra Antonella, a Norcia; con i suoi alunni è stata a Ribolla, ospite del geoparco, nel corso di un progetto biennale di gemellaggio. Avrebbero dovuto tornare adesso ma l’incontro è saltato, non potremo farlo. Così c’hanno invitato loro, in Umbria, dove a giugno del 2017 sono passati dalle tende ai moduli. I ragazzi hanno oggi una nuova scuola antisismica e attrezzata al meglio: lavagne Lim, computer in ogni aula. Sulla facciata del plesso splende una targhetta: “Costruita con le donazioni dei soci Coop, del progetto “Cuore si scioglie” e della Fondazione Rava». E allora mi si è accesa la lampadina: perché non possiamo fare altrettanto anche noi? Iniziamo subito una sottoscrizione, su un conto corrente dedicato, che come socia Coop Tirreno propongo di aprire alla sezione locale; poi vediamo di coinvolgere anche altri soggetti».

La Miliotti, che si rivolge al primo cittadino Francesco Limatola e ai vertici della sezione soci, ha le idee chiare. «Forse non arriveremo mai a raccogliere abbastanza da costruire una scuola, magari finanzieremo un solo modulo, o forse compreremo solo qualche computer, o una lavagna interattiva. Ma il significato andrebbe molto oltre, sarebbe un forte abbraccio alle famiglie, agli alunni e agli insegnanti, che stanno vivendo un momento difficile».

Non solo. «Fuori da qui – prosegue la Miliotti – l’avvio di una sottoscrizione sarebbe un segnale per attirare l’attenzione su un problema che riguarda migliaia di scuole italiane, tutt’altro che antisismiche, e per le quali oggi scarseggiano i fondi per manutenerle e adeguarle».

E in effetti è in momenti come questi che si vede la forza di una comunità: «Io sono convinta che ci sono tante persone, in Maremma e non solo, pronte ad affiancare le istituzioni per una buona finalità come questa, dove in ballo c’è il disagio di 280 bambini…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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