La protesta
Seggiano, Indire visita la scuola senza zaino
SEGGIANO. Indire, l’Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa, in visita ufficiale alla scuola senza zaino di Seggiano. Una bella soddisfazione per dirigenza, docenti, bambini,...
SEGGIANO. Indire, l’Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa, in visita ufficiale alla scuola senza zaino di Seggiano. Una bella soddisfazione per dirigenza, docenti, bambini, famiglie e amministrazione comunale che sono gli attori di questa scuola di eccellenza le cui peculiarità sono state seguite e imitate anche in altre realtà scolastiche e hanno, appunto, suscitato l’interesse di Indire. I tre funzionari si sono fermati per l’intera giornata di mercoledì 14 febbraio, visitando ambienti, assistendo alle lezioni e ricevendo informazioni sul percorso formativo dalla dirigente dell’istituto comprensivo di Castel del Piano Patrizia Matini e dalla responsabile del settore senza zaino di Seggiano Luisella Nannetti.
«Siamo molto soddisfatti – commenta Matini – di questa visita ufficiale di Indire i cui esponenti sono venuti a verificare le buone pratiche didattiche. Siamo partiti 12 anni fa con 14 bambini: oggi sono 100 e arrivano da vari comuni». Le parole d’ordine su cui fa perno l’offerta formativa sono responsabilità, ospitalità e comunità. «Principi – dice Matini – che favoriscono l’inclusione e fanno crescere l’autonomia dei ragazzi. Abbiamo sottolineato la collaborazione fra scuola, Comune di Seggiano e famiglie, e i rappresentanti di Indire hanno promesso che torneranno per approfondire la specificità di questa nostra maniera di fare scuola». Soddisfazione anche di Nannetti. «Indire – spiega – era interessato specialmente all’uso che facciamo dello spazio scolastico. Le aule sono tematiche e i ragazzi le scelgono anche autonomamente. Il lavoro è a rotazione e personalizzato su ciascun alunno, che ha a disposizione postazioni e angoli dove studiare, scrivere, leggere, riflettere e riposare come nell’agorà o come l’aula di lettura con le sue stazioni in cui i ragazzi si muovono liberamente e secondo il criterio di piani costruiti ad hoc per ogni studente». Le lezioni frontali sono brevi, tenute nella stazione dell’insegnante, a cui i ragazzi si rivolgono da soli per chiarimenti e approfondimenti. La disposizione degli studenti è in cerchio per praticare il principio della parità di ognuno e facilitare la comunicazione. «Con questi principi – chiude Nannetti – nemmeno le pluriclassi così malviste da alcuni sono da scartare perché da noi è stato rivoluzionato proprio il concetto di classe tradizionale, vista la centralità dell’individuo alunno».
Fiora Bonelli
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