Sicurezza
Potentino mette in mostra i vini
Domenica e lunedì porte aperte per conoscere la produzione
SEGGIANO. Il castello di Potentino apre le porte domenica 18 e lunedì 19 febbraio per presentare la verticale di tutti i vini prodotti dal 2000 ad oggi.
Negli stessi giorni in cui a Montalcino si tiene l’esclusivo evento “Benvenuto Brunello” anche Potentino, che si trova a nemmeno mezz’ora di auto dalla città del Brunello, spera di attrarre visitatori e interesse anche sui vini prodotti da Charlotte Horton e Alexander Greene, signori del castello seggianese.
I proprietari aprono le sale e le cantine fin dalle dodici di domenica 18 e lunedì 19, con un bistrot no stop preparato dallo chef stellato Michelin Roberto Rossi del ristorante Da Silene di Pescina. «Siamo nella conca d’oro dell’Amiata – dicono i proprietari – una zona ricca di biodiversità sia della flora che della fauna, abbiamo un microclima unico, un terreno giudicato dagli esperti concimato naturalmente e spontaneamente, unico in Toscana. I nostri vini sono eccellenti».
Charlotte Horton etichettò la prima bottiglia nel 2000 e la chiamò “Sacro Monte”, un sangiovese in purezza che ha avuto riconoscimenti nazionali e internazionali compresa la guida dell’Espresso e la rivista inglese Decanter.
E poi un Pinot nero «che ha pochi produttori – chiosa Charlotte – e che si può produrre in questa conca d’oro così protetta e dal terreno vulcanico misto e con abbondanza di acqua come poche altre zone d’Amiata possiedono».
Lo affianca un Pinot rosato «champagne senza bollicine – aggiunge la signora di Potentino – e un Alicante rosso particolare della nostra cantina».
L’open day di Potentino sarà anche l’occasione per visitare e visionare le biodiversità dell’areale castellano, comprese le numerosissime piante officinali e erbe selvatiche che crescono in quantità attorno a Potentino: «Ma abbiamo piantato anche 250 frutteti antichi – aggiunge Charlotte Horton – meli, sorbi, gelsi, susini, varietà storiche di questo territorio di cui vanno a rinforzare la biodiversità. Ma l’obiettivo primo è far vivere il nostro monte Amiata». (f.b.)
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