Il Tirreno

Grosseto

Incendio distrugge 13 mezzi del Comune

di Giulia Sili
Incendio distrugge 13 mezzi del Comune

Il fuoco ha devastato due capannoni, le lacrime di un operaio davanti alla devastazione: probabile un corto circuito

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GAVORRANO. «L’incendio ha distrutto tutto quello che avevamo»: è questa la prima frase che la sindaca di Gavorrano Elisabetta Iacomelli ha pronunciato questa mattina difronte all’ammasso di lamiere e cenere che fino a poche ore prima era il parco macchine del Comune.

Un’immagine terribile difronte alla quale un operaio del Comune, tra i primi ad arrivare sul posto, ha pianto. Tredici mezzi e tutta l’attrezzatura degli operai sotto ad un capannone di ferro circondato dal verde del bosco: si è salvato soltanto un camion per la ghiaia e una macchina parcheggiata lungo la strada.

I primi ad accorgersi di quello che stava accadendo sono stati alcuni gavorranesi svegliati da alcuni boati provenienti da via Matteotti, la strada che porta in paese. A quel punto le fiamme avevano già avvolto le lamiere. Quando intorno alle 3 del mattino i vigili del fuoco hanno iniziato a spegnere le fiamme, forse divampate intorno alle 2,30, il fuoco aveva già devastato tutto il parco macchine del Comune: due autoscale, due Fiat Doblò, due Fiat Panda, una Dacia Duster, un trattore grande e due trattori tagliaerba, di cui uno nuovissimo, e i veicoli utilizzati dal settore lavori pubblici insieme gli attrezzi per la manutenzione ordinaria come le motoseghe e i decespugliatori.

Intorno alle carcasse bruciate il capannone quasi non esiste più: sono rimasti in piedi solo i pannelli laterali mentre il tetto e la parete di fondo sono ceduti a causa del forte calore. Le cause dell’incendio non sarebbero dolose anche se i vigili del fuoco, che hanno lavorato fino alle 8 per le operazioni di spegnimento, hanno voluto lasciare aperte tutte le eventuali possibilità. La causa più probabile sembra comunque essere quella di un corto circuito causato da uno dei mezzi più nuovi del parco macchine: «Da una prima ricostruzione sembra che l’incendio sia partito dalla Dacia dei vigili urbani – spiega il vicesindaco Giulio Querci – pare che il motorino di avviamento della macchina abbia fatto da innesco ma ancora non è certo che sia questa la causa».

È ancora presto per fare una stima dei danni, che sono ingenti: «è prematuro fare un conto di quanto abbiamo perso – dice Iacomelli – ma sicuramente la perdita sarà milionaria». Gli operai del Comune hanno raggiunto il parco macchine non appena hanno saputo dell’accaduto e uno di loro alla visione del capannone completamente distrutto ha pianto per la disperazione supportato dai colleghi: «è un danno enorme per il Comune – ha detto uno di loro – dentro c’era tutto il materiale necessario agli interventi di manutenzione. Adesso è come avere le gambe tagliate, non sappiamo come proseguire il nostro lavoro». Il vicesindaco Giulio Querci ha raggiunto il capannone subito dopo aver terminato il turno di notte. Alle 4,30 era lì e anche lui: «Tutto quello che avevamo è andato in fumo, quando sono arrivato la scena era impressionante – dice – è un dolore vedere l’ingente danno ma abbiamo apprezzato tantissimo i dipendenti dei lavori pubblici che stamattina in cinque minuti, non appena sono stati avvertiti, sono arrivati al parco macchine e hanno fatto tutto il possibile. Gli elettricisti hanno collaborato con i vigili del fuoco ed è bello vedere le persone che fanno il loro lavoro con passione». Due dei mezzi andati a fuoco erano dei vigili urbani, la Duster, principale indiziata, e una Panda 4x4: «Siamo rimasti senza veicoli – commenta il responsabile dei vigili Massimiliano Vannini – quelli erano gli unici mezzi a disposizione del comando».

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