Il dolore
Consumi alle stelle, area camper chiusa
Ad aprile 2017 il Comune crea una zona dove scaricare wc chimici e far scorte d’acqua. Poi stacca l’utenza. Il Pd chiede lumi
GROSSETO. Aperta ad aprile, già fuori uso a novembre. Tutta colpa, a quanto pare, della stratosferica bolletta dell’acqua che l’Acquedotto del Fiora ha presentato al Comune di Grosseto, e che dimostrava chiaramente un consumo abnorme, campanello d’allarme – probabilmente – di un uso non sempre nei termini idi legge.
È rimasta operativa una manciata di mesi l’area di sosta temporanea dei camper che il Comune di Grosseto ha individuato la scorsa primavera in piazzale Thailandia, zona artigianale nord del capoluogo. Eppure per i tantissimi camperisti che arrivano o transitano in Maremma, e che cercano prima un posto dove scaricare i wc chimici e rifornirsi di acqua, l’area è ancora segnata sui siti internet dedicati, preludio di sorpresacce e arrabbiature quando arrivano e trovano l’area fuori uso.
Martedì, in consiglio comunale, la consigliera del Pd Catuscia Scoccati ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale.
Il Comune aveva deciso di fare l’area attrezzata proprio in piazzale Thailandia perché da tempo è usato dai camperisti per parcheggiare.
Il 14 aprile 2017 il comandante della Municipale, con un’ordinanza dirigenziale, vi ha quindi istituito l’area di sosta temporanea per scaricare gabinetti e fare scorta d’acqua. Questa, in particolare, era assicurata da una fontanella allacciata all’Acquedotto del Fiora. Che però il 9 novembre l’ha chiusa.
In consiglio comunale l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni, in assenza dell’assessore competente Riccardo Megale (lavori pubblici), ha dato una prima risposta.
I problemi, a quanto pare sono due. Il primo è che «è stato rilevato un consumo anomalo da parte dell’Acquedotto del Fiora». Il secondo è che «per di più l’utenza idrica non risulta essere ubicata in un’area conforme alle previsioni del Regolamento urbanistico. La zona urbanisticamente è a destinazione a verde pubblico e piazzale posti auto».
Il Tirreno ha chiesto ulteriori chiarimenti all’assessore alla polizia municipale Fausto Turbanti. «L’utenza idrica – spiega Turbanti – era a carico del Comune ma si spendevano cifre mostruose. C’era infatti chi ci prendeva anche l’acqua per gli orti o comunque per usi diversi da quelli dei camperisti».
Ma perché non si è previsto di mettere l’acqua a pagamento per gli utenti, come è d’uso nelle aree dedicate al carico e scarico delle acque reflue dei camper? E perché non ci si è accorti prima che il piazzale Thailandia, dal punto di vista urbanistico, non si poteva trasformare in area camper? E ancora: sono state coinvolte le associazioni di camperisti? E ora che l’area non è utilizzabile per scaricare le acque reflue e caricare acqua pulita, il Comune ha individuato un altro posto dove chi arriva con il camper può trovare questo servizio?
Queste domande, poste dalla consigliera Scoccati, attendono ancora risposte. E con la primavera che si avvicina e le frotte di camperisti attesi in Maremma, c’è da sperare che le risposte arrivino presto.
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