Il Tirreno

Grosseto

Mozione strappata, sinistra all’attacco

di Francesca Ferri
Mozione strappata, sinistra all’attacco

Sani (Pd): «Gesto violento». Velo (Pd) e Nencini (Insieme): «Schiaffo a chi ha combattuto per la democrazia». Oggi l’incontro di Leu

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GROSSETO. Non solo l’aver respinto la mozione. Anche il gesto di Gino Tornusciolo, consigliere del partito neofascista CasaPound, di strappare il foglio che la riportava, e poi l’applauso di tutta la maggioranza, sindaco compreso, fanno indignare il centrosinistra all’indomani del consiglio comunale di Grosseto.

Nell’assise di martedì la maggioranza di centrodestra ha bocciato la mozione di Lista Mascagni e Partito democratico che chiedevano alla giunta di concedere spazi pubblici e contributi solo a chi si dichiarasse antifascista e condannasse ogni forma di discriminazione razziale, etnica, religiosa, omofoba e transfobica». Al termine del suo intervento Tornusciolo ha strappato il foglio con il testo della mozione e, quando il voto ha sancito la bocciatura, la maggioranza ha applaudito.

Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, del Pd, parla di un «gesto platealmente violento e irridente di CasaPound» definendolo «un campanello d’allarme che non può essere ignorato».

Sani, rimarcando l’applauso del sindaco Anton Francesco Vivarelli Colonna, si rivolge agli elettori «autenticamente democratici che nel centrodestra si dichiarano di orientamento moderato. Mi chiedo cosa possano avere da condividere con CasaPound o con le posizioni estremiste e razziste della Lega di Salvini, persone che provengono da storie di matrice liberale, socialista, repubblicana o cattolica, che in passato hanno aderito legittimamente al progetto politico di Forza Italia. Chi oggi è indeciso e chi ha a cuore la democrazia sostanziale in questo Paese, alle prossime elezioni faccia quindi una scelta di campo. Perché ci sono momenti in cui avere un’appartenenza politica o la propensione per un partito, come ci hanno insegnato i padri costituenti, è del tutto secondario rispetto al bene superiore della Democrazia. A Grosseto, ma un po’ in tutta Italia, è già suonato più di un campanello d’allarme. È arrivato il momento di prenderne atto».

L’onorevole Silvia Velo, Pd, sottosegretaria del ministero dell’Ambiente, parla di «ennesimo schiaffone a quanti hanno combattuto per un Paese realmente democratico, plurale e accogliente», e così anche il viceministro alle Infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini, promotore della lista Insieme (Psi, Verdi e Area civica) e candidato al Senato. Grosseto e la Toscana, dice Nencini, sono «una terra dove è stata sempre alta la bandiera antifascista e che invece oggi viene insultata da una maggioranza di centrodestra che ha respinto una mozione sui valori dell’antifascismo e della convivenza civile».

Intanto oggi alle 17 nella sala del consiglio comunale Liberi e Uguali di Grosseto organizza l’incontro pubblico “L’antifascismo nei partiti e nella società”. Il coordinatore provinciale della campagna elettorale Luca Alcamo introdurrà gli interventi di Catia Sonetti, candidata al senato e direttrice dell’Istituto storico della Resistenza di Livorno, e di Alessandro Brunini, candidato alla Camera. Partecipa anche Massimo Borghi, ex sindaco di Gavorrano, candidato alla Camera. «Dichiararsi antifascisti e antirazzisti – dice Leu – deve essere un prerequisito obbligatorio per tutte le forze politiche né più né meno che l’onestà. La Democrazia non è scontata, è un bene che va difeso ogni giorno da qualunque pericolo». L’incontro è aperto a tutti.

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