Sicurezza
Madre non vede il figlio dal 2014 Padre condannato a tre anni
Il babbo ha portato il bambino in Romania e non ha più permesso all’ex compagna di avvicinarsi Il giudice dà ragione alla donna: presto verrà presentata un’altra querela per tentare di farlo tornare
GROSSETO. La tristezza per quel saluto, per quegli abbracci e per quei baci al suo piccolino sarebbe dovuta passare poche settimane dopo quando il bambino sarebbe tornato a casa sua a Grosseto.
Doveva essere una tristezza passeggera, quella. E invece, la donna non è riuscita a riabbracciare di nuovo suo figlio che è ancora in Romania con il padre.
La donna aveva deciso di rivolgersi ai carabinieri per denunciare l’uomo per sottrazione di minore. Assistita dall’avvocato Riccardo Lottini, la donna in tribunale ha fatto valere le proprie ragioni, tanto che il giudice Giovanni Muscogiuri ha condannato il quarantenne a tre anni di carcere, al pagamento di 10mila euro di danni alla parte civile e a oltre duemila euro di spese processuali. Peccato però che il quarantenne, assistito dall’avvocato Silvia Madoni, non si sia presentato al processo: è rimasto in Romania con suo figlio, che è là dall’aprile 2014 e che sua madre riesce a vedere soltanto su Facebook, quando il suo ex compagno pubblica le sue fotografie.
L’uomo per anni non si era preso cura del suo bambino. Aveva vissuto a lungo con la sua compagna ma nel 2010, quando il quarantenne era stato portato in carcere per l’esecuzione di una condanna a quattro anni per spaccio di droga, si erano lasciati. Nonostante questa situazione, la donna ogni settimana andava a trovarlo in carcere con quel bambino piccolo in braccio. Perché comunque era suo padre e aveva bisogno di quell’uomo per crescere. Una volta fuori, però, le cose avevano cominciato a cambiare: l’uomo aveva smesso di interessarsi a suo figlio e la donna si era rimboccata le maniche. Aveva trovato un lavoro e aveva cresciuto suo figlio lontano da quel padre che però, per le feste di Pasqua di tre anni fa, aveva deciso di prenderlo e portarlo in Romania, nel suo paese d’origine, dicendo alla donna che non glielo avrebbe più rimandato indietro. Parole pesanti, parole che l’avevano spaventata a morte tanto da convincerla a denunciare il suo ex compagno per sottrazione di memoria. Di questa situazione se n’è occupato l’avvocato Lottini che nei prossimi giorni presenterà una nuova denuncia nei confronti dell’uomo, ancora per sottrazione di minori.
Il bambino era cresciuto a Grosseto, dove aveva frequentato prima l’asilo e dove poi era stato iscritto alle elementari. «Una volta finito di scontare la pena – aveva raccontato la donna nella denuncia - il mio ex compagno si è sempre interessato poco del nostro bambino. Ogni tanto lo chiamava e si faceva vedere, ma non intratteneva con lui mai un rapporto stabile, nonostante che mio figlio fosse molto affezionato e nonostante che io abbia sempre incentivato il loro rapporto». Era un racconto fatto di dolore, quello della trentatreenne che ancora oggi non ha potuto riabbracciare suo figlio.
«Da lui non ho mai avuto un soldo per nostro figlio – aveva detto - ma il rapporto tra loro doveva comunque instaurarsi. Era giusto per mio figlio». La donna non si è mai messa in mezzo ma aveva lasciato che il bambino, anche solo sporadicamente, vedesse suo padre. Una decisione che però non era stata rispettata dall’uomo che aveva deciso di portare il bambino in Romania, per farlo stare un po’ con la sua famiglia d’origine. «La prima volta sarebbe dovuto restare là un mese, per le vacanze – aveva raccontato - ma quando il tempo è scaduto, mi ha chiamata per dirmi che non me lo avrebbe riportato in Italia e che sarei dovuto andare a riprenderlo».
Nemmeno in quella circostanza la donna si era persa d’animo: nonostante il lavoro precario e i soldi che non erano mai stati troppi, aveva comprato il biglietto dell’aereo ed era volata in Romania per riportare il bambino in Italia. Dopo quell’episodio, comunque, i rapporti tra padre e figlio erano tornati ad essere sereni e – quando l’uomo aveva chiesto di nuovo che suo figlio passasse qualche altro giorno di vacanza con lui in Romania, non aveva avuto nulla da ridire.
Aveva preparato i vestiti del bambino e lo aveva fatto partire per trascorrere le vacanze di Pasqua nel paese d’origine dell’ex compagno.
Da allora, da più di tre anni, non lo vede tranne che nelle foto che l’uomo pubblica su Facebook. È quello l’unico contatto rimasto tra madre e figlio. «I primi tre giorni è andato tutto bene – aveva raccontato la donna ai carabinieri - il bambino mi chiamava e mi diceva che stava bene, che si divertiva con suo padre. Dal quarto giorno, però, non l’ho più risentito».
La donna, per dieci giorni era stata attaccata al telefono. Né il suo ex compagno e nemmeno l’ex suocera della donna si erano mai fatti trovare al telefono. «Mi ha risposto dopo dieci giorni - racconta - dicendomi che non me lo avrebbe più dato e che sarebbe rimasto con lui in Romania. Lo vedevo soltanto su Facebook, nelle fotografie che il mio ex mette sul social network». Oggi, nonostante la sentenza del tribunale, la situazione non è cambiata.
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