Il Tirreno

Grosseto

«Il ricordo di mamma più forte della rabbia»

«Il ricordo di mamma più forte della rabbia»

Oggi Marc Jean Di Maggio presenta il suo libro “Lassù”, scritto dopo l’omicidio di sua madre

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GROSSETO. Si può guardare una tragedia con gli occhi del sogno e del sentimento? Si può riuscire a non pensare più a chi ci ha portato via il bene più grande, quello di una mamma? Sono queste alcune delle domande alle quali oggi Jean Marc Di Maggio darà risposta durante la presentazione del suo libro, “Lassù”, che esce proprio nel giorno dell’anniversario dell’omicidio di sua madre, Eduige Anna Costanzo, avvenuto nel suo appartamento di Pozzarello, a Porto Santo Stefano. L’appuntamento è per oggi alle 17 nella sala consiliare del Municipio di piazza dei Rioni, organizzato con il patrocinio del Comune di Monte Argentario Da quell’episodio orribile è nato “Lassù”, un libro edito da Effequ Studio in cui Marc Jean Di Maggio cerca di diffondere messaggi positivi, di vita e di amore e di affermare la forza interiore delle donne.

Parte del ricavato delle vendite andrà all’associazione Olympia de Gouges.

Martedì sera Jean Marc di Maggio è stato invitato alla cena del Rotary che si è svolta all’Hotel Airone proprio per raccontare ai soci e agli ospiti, la genesi del suo secondo romanzo. «Avevo l’esigenza di scrivere e di ricordare il sorriso di mia madre - dice - avevo bisogno di condividere questo ricordo con tutte le persone che avevo vicine in quel momento, con la mia famiglia».

Le cento pagine del romanzo di Di Maggio si aprono con la lettera che l’uomo ha letto durante i funerali di Anna Eduige Costanzo. Sono parole che accarezzano il cuore quelle dedicate dall’uomo che vive a Miami da tantissimi anni, a sua madre. Parole d’amore che lasciano la morte della donna sullo sfondo. «Ho cominciato scrivendo alcuni pensieri su mia madre - ricorda - E avevo pensato di realizzare un libricino da condividere soltanto con i miei fratelli ma poi mi sono accorto che sarebbe stato sbagliato farlo, che avrei in qualche modo potuto ferirli. Per questo ho cominciato a scrivere un libro che pur parlando di quello che è successo a mia madre vuole raccontare un nuovo modo di reagire, un sistema diverso di affrontare un fatto così terribile». Un sistema nel quale l’odio non c’è, del quale la rabbia non fa parte. «Non c’è spazio in me per questi sentimenti - dice Di Maggio - Sono andato a trovare l’omicida di mia madre a casa sua e ci ho parlato. L’ho rivisto in tribunale, durante la prima udienza ma da quel momento ho deciso che non avrebbe più dovuto far parte né della mia vita e nemmeno dei miei pensieri». Non è certo facile cercare di dimenticare l’uomo che per trent’anni ha fatto da padre ai figli di Anna Eduige. Lo stesso che un anno fa esatto le ha stretto intorno al collo il pilo del pc e l’ha uccisa. «Era un uomo taciturno - dice ancora il figlio di Anna - ma con me qualche volta riusciva ad aprirsi. Io sicuramente non mi sono reso conto che mia madre mi stava mandando dei segnali. Certo, un fatto del genere non era prevedibile ma ora so che questa tragedia mi ha insegnato a prestare più attenzione alle persone che ho vicine, ai miei cari». Da allora Marc ha cominciato a raccogliere le testimonianze di altre donne che hanno subito violenza e ha ingaggiato una vera e propria battaglia contro il femminicidio. Per questo parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluto all’associazione Olympia de Gouges.

Francesca Gori

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