Finanza
Colonnine elettriche senza software
Grosseto, Scoccati (Pd) interroga l’assessora. Che annuncia un nuovo progetto
GROSSETO. Quattro anni fa costarono 25mila euro di soldi pubblici, 20mila messi dalla Regione Toscana e 5mila messi dal Comune di Grosseto. Dovevano ricaricare le auto elettriche del Comune e, con un aggiornamento del software, avrebbero poi potuto servire anche i privati. Ma l’aggiornamento non è stato mai fatto. E ora che ne è della loro sorte?
Le quattro colonnine elettriche che si trovano in piazza De Maria e nel parcheggio di Campo Amiata a Grosseto, a piazza della passeggiata a mare a Marina di Grosseto, in piazza del Combattente ad Alberese, finiscono al centro di un’interrogazione della consigliera comunale Pd Catuscia Scoccati che martedì ha posto la questione all’assessora Simona Petrucci durante la seduta del consiglio.
L’iniziativa di installare le colonnine elettriche in città e nelle frazioni «fu uno dei tasselli del progetto complessivo di miglioramento della qualità dell’aria e della qualità della vita cittadina – spiega Scoccati –. Acquistando una tesserina, si potrebbe fare il pieno di corrente elettrica». Le colonnine completano un progetto di car e bike sharing della precedente amministrazione.
Ma dove si è interrotto il percorso? Nell’ultima parte della passata consiliatura l’amministrazione eliminò l’assessorato all’Ambiente, allora guidato da Giancarlo Tei, che aveva intercettato il finanziamento regionale e realizzato le colonnine. Tei passò ad occuparsi di altre materie, mentre le colonnine, già funzionanti per caricare le auto del Comune, dovevano essere completate con un software per gestire anche l’acquisto di elettricità da parte di privati.
«Potevano essere rese funzionali con un semplice aggiornamento – fa notare Scoccati – ma non è stato fatto. E mi ha sorpresa la risposta della Petrucci».
Dalla quale si evince che l’attuale amministrazione nemmeno sapesse dell’esistenza delle colonnine. «Quando ci è arrivata questa interrogazione – ha detto in consiglio Petrucci – ci siamo detti: le colonnine? Dove sono le colonnine? Le abbiamo cercate nell’archivio dell’ufficio Ambiente e non c’era niente».
Solo una più approfondita ricognizione ha fatto riemergere alcuni atti all’ufficio Lavori pubblici. «Io sono andata a cercarle e sono state distrutte» ha detto, imputando il mancato successo dell’iniziativa anche al fatto che «sono in aree dove è difficile arrivarci con le macchine».
L’assessora ha però annunciato un nuovo progetto in seno al Paes e al Pums per fare un progetto unico in cui l’assessora ha messo le colonnine «non sapendo nulla di queste colonnine elettriche». Un primo effetto l’interrogazione l’ha sortito, comunque. «Almeno per queste colonnine i soldi li risparmiamo», ha detto Petrucci, dicendosi «aperta a questa progettualità».(f.f.)
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