Sicurezza
Circonvenzione d’incapace Una donna sotto processo
Avrebbe ottenuto illecitamente 623mila euro da una polizza riscattata Contestate anche l’intestazione e la titolarità di un’auto, una Smart Fortwo
MONTE ARGENTARIO. L’accusa è circonvenzione di incapace, anche mediante l’acquisto di una Smart Fortwo coupè, per svariate decine di migliaia di euro. L’imputata è una donna, Filomena Carta, 58 anni, originaria della Sardegna e abitante a Monte Argentario. La prima udienza dibattimentale è fissata per il 10 aprile, davanti al giudice Giovanni Muscogiuri. Questi i dati salienti del processo disposto dal giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci, che ha accolto la richiesta del pm Marco Nassi: il dibattimento è indispensabile, nota il giudice, per comprendere se la donna ha responsabilità oppure no di fronte alla complessità delle accuse mosse.
I fatti contestati risalgono alperiodo 2012-2014 e sono articolati in varie imputazioni, dopo gli accertamenti della Tenenza della guardia di finanza di Orbetello; le fiamme gialle avevano anche dato seguito a un sequestro preventivo (2016); agli atti del procedimento ci sono anche le dichiarazioni testimoniali di una dozzina di persone, raccolte dopo la denuncia di una parente dell’uomo che sarebbe rimasto vittima della circonvenzione (il curatore si è costituito parte civile), in stato di infermità o deficienza psichica.
Una contestazione è relativa all’auto, appunto, che l’uomo sarebbe stato indotto ad acquistare intestandone poi la titolarità e l’uso all’imputata. Quest’ultima avrebbe anche indotto l’anziano a chiedere e ottenere il riscatto parziale (importo 100.000 euro) di una polizza assicurativa: secondo l’imputazione, sarebbe stata smobilizzata, senza necessità, una forte somma di denaro, con rinuncia immotivata a un buon tasso di rendimento e con i costi e le perdite relativi alla liquidazione anticipata. Ciò nel dicembre 2012. Nell’agosto 2013 un altro episodio similare di riscatto della medesima polizza, per importo di 200.000 euro. Un terzo sarebbe avvenuto nel settembre 2013 (e in questo caso l’importo era di 100.000 euro) e un quarto e ultimo episodio è stato riscontrato nell’ottobre 2014 (232.771 euro). Complessivamente, dunque, dalla polizza a premio unico con rivalutazione del capitale (quello inizialmente versato, nel 2011, era di 500.000 euro) sarebbero stati prelevati oltre 623mila euro a danno dell’anziano.
L’uomo sarebbe stato anche indotto illecitamente, nel 2013, a emettere un assegno da 33.000 euro a favore della donna, difesa dall’avvocato Gabriele Venceslai di Perugia.
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