Attenzione
Blitz nel rifugio degli spacciatori Dieci denunciati
Vivono nel cantiere del Consorzio Etruria tra bisogni sul pavimento e spazzatura
GROSSETO. È un altro buco nero in città. È un fazzoletto di terra conquistato da spacciatori, per la maggior parte, che hanno occupato abusivamente due dei tre grandi palazzoni che il Consorzio Etruria avrebbe voluto realizzare tra via De’ Barberi e l’Alberino. È un’area Peep, quella che ora il Comune vorrebbe riprendersi. Dieci lotti, sei dei quali ancora liberi, dove a farla da padrone ora è il degrado. Sono i topi, grossi come gatti, è la sporcizia, il viavai di persone che saltano sulle biciclette e portano le dosi di droga in città, avventurandosi anche fino al centro.
I carabinieri di Grosseto li conoscono tutti e due giorni fa, quando sono entrati dentro a quei palazzoni con le tamponature che non sono mai stati finiti e che ora sono diventati il rifugio di questi nuovi disperati, hanno trovato tutto tranne la droga. C’erano i carabinieri della stazione di Grosseto, c’erano quelli del nucleo operativo e radiomobile della compagnia, i colleghi della stazione di Marina di Grosseto e Civitella Marittima e l’unità cinofila della stazione carabinieri dell'Aeronautica militare del Quarto Stormo: sono stati loro a trovare dieci uomini di origini marocchine, tutti di età compresa tra i 19 e i 35 anni, che hanno occupato quel posto per vivere. Sono stati denunciati tutti e, quando sono usciti dalla caserma dei carabinieri, ciascuno di loro aveva in tasca il foglio di via obbligatorio.
Due pomeriggi fa, nei palazzoni utilizzati come bivacco, non è stata trovata droga, a differenza di due settimane fa quando i carabinieri arrestarono due uomini beccati con 80 grammi di cocaina. C’era però tutto l’occorrente per confezionarla: sostanza da taglio, bilancini di precisione, bustine. C’erano anche tre biciclette che probabilmente sono state rubate in città e che i carabinieri hanno consegnato al Comune di Grosseto, c’era sporcizia ovunque, bisogni fatti sul pavimento, nelle stesse stanze nelle quali sono stati trovati materassi.
I militari hanno battuto i due palazzi palmo a palmo: alcune zone erano state divise con delle reti elettrosaldate chiuse con le catene e i lucchetti. Spazi per vivere e spazi per conservare pochi vestiti gettati per terra, un fornellino per scaldare qualcosa, materassi e coperte sporche. I dieci uomini che sono stati trovati all’interno degli scheletri dei palazzi del Consorzio Etruria, cooperativa che da anni è al concordato, non hanno detto mezza parola ai carabinieri che li hanno portati in caserma. Erano tutti irregolari e non hanno saputo spiegare, ad esempio, di chi fossero le tre biciclette trovate dentro agli stabili.
«Vorremmo riprenderci quell’area - dice l’assessore alle aree Peep Fabrizio Rossi - almeno i sei lotti che sono ancora liberi per farci quello che avrebbe dovuto fare il Consorzio, ovvero abitazioni per l’ edilizia popolare. Vorremmo rimettere a bando quei terreni e permettere a qualcuno di costruire». Un’operazione che non è facile, per l’amministrazione comunale che potrebbe ora fare un’ordinanza per la messa in sicurezza dell’area, costringendo la cooperativa a chiudere tutti gli accessi ai palazzi, così come è successo per i Crespi. «I titoli edilizi dell’area sono scaduti - aggiunge Rossi - Stiamo valutando la risoluzione della convenzione con il Consorzio Etruria ma dobbiamo capire quali vincoli siano stati posti su quei terreni. La nostra intenzione è di togliere quella zona dal degrado». Gli abitanti di via de Barberi hanno segnalato spesso la sporcizia, lo spaccio e tutto quello che succede in quei palazzi mai finiti di costruire.
I carabinieri di blitz in quella zona, dove si spaccia sull’argine dell’Ombrone anche di giorno, ne hanno fatti diversi e quello di ieri non sarà certo l’ultimo prima che il Comune possa intervenire in qualche modo.
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