Sicurezza
La Rotonda sul mare sarà coperta di nuovo
Nessun ipotesi di restyling dell’edificio simbolo della stazione balneare. Il Comune nasconderà “la bruttura” con pannelli
GROSSETO. La Rotonda sul mare non si ripopolerà. Almeno per ora e chissà per quanto tempo ancora. Anzi, prende campo l’ipotesi di coprirla di nuovo – questa volta con pannelli – anche perché, così com’è, è tutt’altro che un bel-vedere. Siamo a Marina, in via XXIV maggio. È ormai ridotto a uno scheletro di cemento – qualcuno dice persino pericolante – infarcito di sporcizia il primo stabilimento della Grosseto balneare, edificio-simbolo degli anni d’oro di Marina quando l’orchestra suonava e Fosco Marchetti – in arte “Zomba” – cantava a due passi dal mare. Si avvicina la primavera: residenti e negozianti, baristi e finanche grossetani (di città) – che hanno approfittato delle ultime due domeniche di sole per una passeggiata nella frazione marinese – si chiedono se la prossima estate si dovranno ospitare i turisti con quella bruttura in bella vista. E allora si rispolverano promesse elettorali e progetti e si torna alla carica con l’Amministrazione comunale che su Marina pare decisa ad investire. Il problema vero è che l’edificio è di proprietà privata e che è vincolato dalla Soprintendenza (e se ne capisce la ragione): cioè lo si può solo ristrutturare senza snaturarlo, non radere al suolo.
I solleciti. Gian Piero Guerrini de Witt è uno dei grossetani che ultimamente si è recato a Marina: «Così ridotto quell’edificio è uno scempio ed è degradante per tutta Marina – dice – Il telone grande è penzolante, i teli verdi sono strappati, e c’è immondizia ovunque». Nei giorni scorsi, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha ricevuto alcuni marinesi e, tra altri desiderata, si è parlato anche della storica Rotonda in degrado, pessimo biglietto da visita per la stazione turistica.
«Lo copriamo». Tastando il polso all’amministrazione comunale, emerge che l’ipotesi è quella di «schermare di nuovo l’edificio», magari non con teli, ma «con pannelli» – che “reagiscono” meglio ai colpi di libecciata – e sui quali, magari, raccontare la storia gloriosa di ciò che c’è dietro e del territorio. «Così com’è, è certo che non può stare – conferma il vicesindaco Luca Agresti – Gli uffici comunali stanno contattando la proprietà per capire se è disponibile a far coprire nuovamente l’edificio e, nel frattempo, stiamo cercando sponsor privati che siano disponibili a sostenere il costo dell’installazione». Così (grossomodo) aveva fatto anche la giunta di Emilio Bonifazi: anni fa – grazie ad una sponsorizzazione privata – la Edilmark tappò la bruttura con un tendone, «che per altro si occupa sempre di venire a fermare quando soffia il libeccio» dicono commercianti e imprenditori della zona.
In campagna elettorale. Non è la prima volta che i marinesi bussano alla porta di Palazzo civico per la Rotonda. Lo fecero nel 2011 con una dettagliata proposta di rilancio a tutto tondo della frazione balneare. E poi, ancora, nel 2016, con Maurizio Biancotti, che ha un’immobiliare con vista sull’ex Rotonda, e che scrisse di suo pugno – ma accogliendo il sollecito di comitati spontanei di cittadini, prima della costituzione della nuova Pro loco – una lettera-proposta che consegnò a tutti i candidati a sindaco per Grosseto.
Il sogno. Ecco il “sogno” che Biancotti consegnava agli aspiranti sindaco e che oggi rilancia: «Il Comune potrebbe – dettaglia – rilevare la struttura, quella storica ex Grandi Magazzini; restaurarla senza modifiche architettoniche (nel rispetto, dunque dei dettami della Soprintendenza) destinarla a sala per conferenze, mostre, e riservando uno spazio ad ufficio informazioni turistiche». Ma con quali risorse? «L’amministrazione comunale – risponde Biancotti – potrebbe proporre ai proprietari una permuta con un’area edificabile, così l’acquisizione sarebbe a costo zero; e per il restauro si potrebbe bandire un concorso di idee e cercare sponsor, banche e aziende locali». Si realizzerà mai il sogno di Biancotti, che è anche quello di tanti marinesi? «Intanto – conclude – l’importante è che l’edificio venga ripulito, messo in sicurezza e reso decoroso alla vista».
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