Sicurezza
«Ho solo organizzato il corso» Badalamenti respinge le accuse
Il presidente del Corbia: non avevo mai promesso né l’assunzione né il diploma di guardia ambientale L’imputato si è fatto interrogare di fronte al giudice, la prossima udienza con testimoni a giugno
GROSSETO. «Non ho mai promesso un’assunzione alla fine del corso; non ho mai detto che avrei rilasciato il decreto di guardia ambientale; non ho preso i soldi delle iscrizioni».
Queste, in estrema sintesi, le dichiarazioni di Simone Badalamenti, originario di Campiglia Marittima e abitante a Massa, imputato di truffa in qualità di presidente dell’associazione Corbia (Corpo boschivo ittico ambientale) che più di tre anni fa aveva organizzato corsi anche a Grosseto, con decine di aspiranti guardie. Badalamenti si è fatto interrogare di fronte al giudice Marco Bilisari nel processo che deve ancora vivere le fasi conclusive (prossima udienza a giugno). Badalamenti ha respinto le accuse e ha tenuto a fare molte precisazioni, anche di fronte alle richieste della viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo. Dichiarazioni in contrasto con quelle finora sentite in aula (ci sono anche alcuni ex frequentanti dei corsi che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Emiliano Goracci): chi lo accusa aveva specificato che era stato assicurato un impiego alla fine del corso, proprio in virtù del diploma che lo stesso Badalamenti avrebbe promesso di rilasciare. «Io ho solamente organizzato il corso» ha detto tra l’altro Badalamenti, in risposta a chi aveva testimoniato anche che il posto di lavoro era stato più che assicurato da lui, tanto che si era parlato di uno stipendio tra i 900 e i 1.500 euro. E ha aggiunto che aveva potuto tenere le lezioni nonostante la misura restrittiva all’epoca a lui applicata perché questa sarebbe stata in vigore solamente dalle 8 alle 23. Il presidente ha disconosciuto le firme sulle quietanze di pagamento di chi si era iscritto (ne ha riconosciute solamente due) e ha smentito di aver preso del denaro, rimandando la richiesta di chiarimenti alla segretaria Monica Gianfaldoni, la donna che con le sue dichiarazioni rese alla guardia di finanza nel settembre 2014 aveva fatto partire le indagini. E Badalamenti ha anche spiegato di non aver potuto denunciare la segretaria proprio perché questa era delegata alla riscossione dei soldi. Il suo, ha aggiunto, era solo e soltanto un corso di formazione di base, che doveva dare un’illustrazione soprattutto sulla legislazione. A Badalamenti sono state mosse contestazioni anche sui contatti ad alto livello all’epoca annunciati, che non sarebbero stati dimostrati, e sulla mancanza di accreditamenti del Corbia presso enti e istituzioni. Gli è stato fatto notare anche che certe dichiarazioni rese in aula erano in contrasto con il contratto fatto firmare ai corsisti. Il presidente ha spiegato che, comunque, ognuno avrebbe poi dovuto chiedere per conto proprio all’organo competente il rilascio del diploma.
Altri testimoni, quelli della difesa (avvocato Alessandro Ragazzini Fuligni), saranno sentiti nella prossima udienza.
Pierluigi Sposato
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