Finanza
Condannato a 3 anni e mezzo dopo la lite
Calci e pugni nonché calunnia per le dichiarazioni rese ai carabinieri: un allevatore di nuovo nei guai
MASSA MARITTIMA. Lesioni e calunnia. Tiziano Cerretani, 60 anni fra pochi giorni, è stato riconosciuto colpevole di entrambi i reati e condannato a 3 anni e 6 mesi, tre in meno della richiesta del pm onorario Massimiliano Tozzi.
Lesioni al culmine di una lite, avvenuta nell’ottobre 2014. Marido Boni, 75 anni, che si era costituito parte civile con l’avvocato Barbara Fiorini, aveva denunciato di essere stato aggredito dall’allevatore, con pugni e schiaffi al volto e alla testa. Sette i giorni di guarigione certificati dal pronto soccorso dell’ospedale di Massa Marittima, poi prolungati di altri venti. L’accusa di calunnia era inerente alle dichiarazioni che Cerretani aveva reso ai carabinieri del Norm intervenuti sul posto su richiesta dell’uomo rimasto ferito: avrebbe incolpato falsamente Boni di averlo aggredito, riferendo che l’uomo lo aveva colpito al braccio destro con un forcone.
«Che sia avvenuto un alterco è indubitabile - ha detto il pm nella requisitoria - La circostanza è confermata dalla documentazione medica, dai testimoni e dallo stesso Boni. E il fatto che Cerretani abbia dichiarato ai carabinieri, agenti di polizia giudiziaria, di essere stato aggredito quando ciò non era vero integra il reato di calunnia: un fatto procedibile d’ufficio». Sulla pena di 3 anni e 9 mesi richiesta ha influito la recidiva specifica infraquinquennale: l’allevatore (che si trova in regime di detenzione domiciliare in una roulotte nella frazione di Niccioleta) ha avuto vari procedimenti penali. Cerretani non era presente all’udienza.
La parte civile si è associata alla richiesta di condanna e ha fatto tra l’altro presente che, se il testimone non fosse intervenuto, Boni avrebbe rischiato di cadere nello strapiombo adiacente proprio a causa dell’aggressione. Il legale ha avanzato la richiesta di risarcimento danni e di provvisionale. Il giudice ha dato disposizioni anche in merito a queste richieste, riconoscendo 3.500 euro più spese.
Il difensore di Cerretani, l’avvocato Marco Fanti, ha invitato alla prudenza: «Non sappiamo esattamente come sia andata la lite. È verosimile che ci sia stato un alterco, ma le conseguenze sono comunque quantificate in soli sette giorni. Dunque un caso di lesioni lievi, per il quale solleciterei eventualmente il minimo della pena». E sulla calunnia: «Manca la denuncia, anche solamente orale, all’autorità giudiziaria. Manca l’elemento oggettivo quindi per parlare di una calunnia. Chiedo l’assoluzione». Non appena le motivazioni saranno depositate, il difensore presenteràappello.
Pierluigi Sposato
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