Il Tirreno

Grosseto

Cittadini attori del nuovo sviluppo

di Fiora Bonelli
Cittadini attori del nuovo sviluppo

Castell’Azzara scommette sul modello “Ecosistema Comunale”, coinvolgendo la popolazione e le attività produttive

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CASTELL’AZZARA. Castell’Azzara e il suo ecosistema comunale. Il paese amiatino scommette su un modello di sviluppo nuovo. Gli attori saranno i cittadini.

Dopo oltre un anno di lavoro, il modello di “Ecosistema Comunale” è stato varato sabato 3 febbraio nella sala dell’ex cinema di Castell’Azzara dove si è formalmente costituita l’Associazione di comunità denominata, appunto, Ecosistema Comunale voluta dalla stragrande maggioranza dei cittadini, dagli operatori economici e con il pieno appoggio dell’amministrazione comunale. Il corpo unico della comunità, insomma sposa la filosofia di “sviluppo” e di “economia” che riguarda non solo le produzioni agricole, ma complessivamente tutto quello che viene trasformato e realizzato, compresa la ricettività turistica, le lavorazioni artigianali, le tradizioni culturali. Castell’Azzara è stata, da sempre, terra di frontiera e ha mantenuto integri territorio, aria, acqua. C’è tanto da valorizzare, insomma. Si tratta di mettere in piedi meccanismi produttivi che non si prefiggano di affrontare un grande mercato, ma che siano in grado di rendere appetibile Castell’Azzara che dovrà attrezzarsi per diventare una calamita unica per il turista alla ricerca di un mondo intatto e speciale. I cittadini, dunque, hanno trovato in questa forma associativa la chiave di un riscatto economico, affinché i limiti della vita di paese possono trasformarsi in una vera opportunità di sviluppo e trasformazione. Ne sono convinti gli abitanti di Castell’Azzara, Selvena e Sforzesca (molti i giovani che hanno deciso di mettersi in gioco), gli imprenditori locali, dall’agricoltura all’edilizia fino a toccare il settore del turismo, commercianti e artigiani.

«Nella concezione e nella filosofia che alimenta le speranze castellazzaresi, il protagonista non è un singolo prodotto bensì il territorio nella sua definizione più integrata – spiegano alcuni giovani che hanno contribuito alla fondazione dell’Associazione – cioè dalla gestione dei rifiuti all’uso del suolo, dai prodotti agricoli trasformanti, al sistema di ospitalità». Alcuni hanno già cominciato a operare: si è piantato un tipo di granturco castellazzarese che ha oltre mezzo secolo o la patata biancona del faggeto, specialità del territorio. Ma è solo l’inizio: il modello “Ecosistema Comunale” dovrà centrare molteplici obiettivi: le produzioni locali, il recupero dell’identità del territorio, la promozione della cultura e colture, il recupero e il mantenimento della natura che circonda il paese dotato di un patrimonio notevole naturalistico, botanico, faunistico. Un prodotto da vendere commercialmente ai turisti per i quali si pensa in particolare a un sistema di ospitalità “diffusa.

Intanto la giunta regionale, impegnata ad accogliere proposte di sistemi integrati avanzati dai territori, presta particolare attenzione ai comuni amiatini considerati vulnerabili. Altre conferme, Castell’Azzara le trova nel Piano Turistico Nazionale che punta alla sostenibilità e accessibilità. All’assemblea costituente hanno partecipato oltre 120 cittadini: approvato lo statuto e nominato il consiglio di coordinamento che nella assemblea di lunedì ha nominato i vertici: presidente Tommaso Furzi, vice Marco Papalini, tesoriere Matteo Santori. Adesso inizia la fase operativa per costruire un’analisi capillare del territorio, dando vita a cooperative e società di settore e per segmentare un indotto che coinvolga gli attori del comprensorio. Presto i primi tavoli di lavoro, progetti di fattibilità e linee guida per tradurre le idee in realtà.

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