Il Tirreno

Grosseto

Caritas, sfuma la sede unica alla Cittadella

di Francesca Ferri
 Caritas, sfuma la sede unica alla Cittadella

Grosseto, la Diocesi rinuncia alla concessione gratuita dell’ex casa dello studente e chiede al Comune di recedere dall’accordo

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GROSSETO. Sembrava cosa fatta. Era il dicembre del 2015 quando nel giro di una manciata di giorni la Regione Toscana stanziò 1,4 milioni di euro per risistemare l’ex casa dello studente di Grosseto e il consiglio comunale approvò un accordo con la Diocesi per cederle gratuitamente fino al 2027 l’edificio, che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede unica della Caritas.

Un doppio passaggio che da un lato avrebbe dato alla Caritas un quartier generale per le proprie attività di assistenza ai bisognosi, dal dormitorio alla mensa per i poveri, oggi sparpagliate in vari punti della città, e dall’altro avrebbe dato una nuova funzione all’edificio, da tempo inutilizzato.

Sembrava cosa fatta, e invece non si farà. A metà dicembre 2017, due anni esatti dopo il via libera del consiglio e lo stanziamento dei fondi, la Diocesi ha chiesto al Comune di Grosseto la risoluzione consensuale della concessione e gestione dell’immobile. E lo scorso 7 febbraio la giunta comunale ha accettato la richiesta, sancendo con la delibera numero 46 la fine dell’accordo.

Nella delibera, apparsa ieri all’albo pretorio, non sono riportate le motivazioni che hanno spinto la Diocesi a rinunciare a un progetto che sembrava fatto. Fonti vicine alla Curia parlano tuttavia di ragioni di tipo economico che avrebbero reso impossibile per la Chiesa grossetana portare a termine il progetto così come era stato concepito.

Il percorso per trasferire nell’ex casa dello studente la Caritas era iniziato con il secondo mandato dell’amministrazione Bonifazi, ad opera dell’allora assessora al sociale Antonella Goretti con l’allora vicesindaco Paolo Borghi, che avevano lavorato insieme al vescovo Rodolfo Cetoloni e al direttore della Caritas, don Enzo Capitani. Era stata coinvolta anche la Provincia di Grosseto, originaria proprietaria dell’edificio, poi ceduto al Comune.

Il disegno prevedeva che la Provincia preparasse il progetto dei lavori di ristrutturazione e di conversione degli spazi per il nuovo uso. Il Comune lo avrebbe dovuto approvare e avrebbe dovuto rimborsare alla Provincia o alla Diocesi l’eventuale spesa per la progettazione.

Nella nuova sede della Caritas, un palazzo di quattro piani circondato da un cortile, dovevano essere trasferiti la mensa per i poveri, il punto di ascolto, l’emporio per le famiglie indigenti, il punto di distribuzione del vestiario, il dormitorio. Gli amministratori comunali di allora cullarono anche l’idea di destinare alcune stanze all’emergenza abitativa e quella di dedicare parte della mensa agli studenti.

Il palazzo si trova infatti alla Cittadella dello studente, ma proprio questa collocazione sollevò polemiche e proteste in consiglio comunale – allora a guida centrosinistra – al momento della votazione dell’atto.

L’allora opposizione di centrodestra criticò la scelta di trasferire la Caritas, e di conseguenza le persone che normalmente la frequentano, in un quartiere pieno di ragazzi e ragazze.

La scelta fu comunque difesa strenuamente da Goretti, che definì quello della Caritas un servizio «fondamentale» a livello sociale, che le stesse istituzioni non potrebbero gestire da sole. E anche don Enzo Capitani sottolineò il doppio valore dell’operazione, sociale verso i bisognosi e pedagogico per i giovani.

La Diocesi nelle prossime ore dettaglierà i motivi che l’hanno spinta a rinunciare all’agognato progetto, anche se fin da subito parla di motivazioni economiche, non legate a quelle polemiche.

Nel frattempo, quale futuro aspetta l’ex casa dello studente è difficile dirlo. Quando il Comune, due anni fa, mise a gara la concessione dell’immobile, partecipò solo la Diocesi. In graduatoria, insomma, non ci sono altri soggetti. Quindi al momento l’immobile resta inutilizzato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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