Sicurezza
Caos inceneritore, il Comune chiede garanzie sulla salute
Alla Conferenza dei servizi sulle nuove autorizzazioni il punto sulle carenze dei dati sullo stato dei cittadini
FOLLONICA. «La Regione faccia un’accurata indagine sulla salute della popolazione che vive vicino all’inceneritore». Il Comune di Follonica ieri mattina ha depositato in sede di Conferenza dei servizi a Firenze un elaborato di dieci pagine contenente le richieste all’ente regionale in merito alla nuova autorizzazione richiesta dalla Scarlino Energia per far ripartire l’inceneritore. Alla seconda riunione per l’istruttoria che precede la decisione dell’ente regionale sui permessi richiesti dall’azienda, l’amministrazione del golfo ha deciso di portare un elenco delle sue istanze. «In questa sede il Comune di Follonica deve insistere nella richiesta che la Regione Toscana, al fine di compiere un’adeguata istruttoria sull’impatto che l’impianto ha sulla salute delle persone, effettui un’accurata istruttoria, basata su studi autonomi, anche per gli aspetti di natura eziologica come richiesto dal Tar, non limitandosi ad acquisire gli studi e le conclusioni prospettati dal soggetto promotore, tenendo conto, peraltro, che la società ha depositato dati comunque non aggiornati».
Utile fare un passo indietro: il tribunale amministrativo l’estate scorsa ha accolto, nella parte inerente la salute pubblica e il canale Solmine, i ricorsi dei Comuni di Follonica e Scarlino e dei comitati ambientalisti sull’autorizzazione (la seconda in ordine di tempo, la prima venne concessa dalla Provincia di Grosseto) data dalla Regione Toscana alla Scarlino Energia a ottobre del 2015.
La Scarlino Energia il 16 novembre 2017 ha presentato in Regione l’istanza per ottenere le autorizzazioni a ripartire. Il Comune del golfo in sede di istruttoria chiede oggi all’ente regionale che gli studi sulla salute siano effettuati su dati aggiornati, ricavati da indagini pubbliche, ampliando il bacino di popolazione interessato dall’approfondimento istruttorio sulla salute, e insiste nella richiesta, già formulata nel procedimento del 2015, di effettuare, all’interno del più complesso procedimento di Autorizzazione integrale ambientale e Valutazione d’impatto ambientale, un procedimento di Valutazione di impatto sulla Salute (Vis). Quest’ultima doveva essere fatta già nel 2015 secondo il Comune del golfo, ma oggi più che mai, dopo le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, si rende necessaria, visto che i giudici a più livelli hanno sottolineato la carenza di indagini sulla salute pubblica del territorio coinvolto dall’inceneritore.
Il punto nodale della documentazione depositata dal Comune di Follonica riguarda proprio la Vis: l’amministrazione elenca le opportunità di tale indagine e nel contempo cita casi dove la stessa è stata adottata, pur non rientrando nelle istruttorie previste dalle normative vigenti. «La Valutazione d’impatto sanitario – spiegano dal municipio - rappresenta uno strumento preventivo, che non si concentra esclusivamente sul danno già avvenuto ma sugli impatti che probabilmente può causare sulla salute un piano o l’attivazione di un impianto, informando sulle metodologie utilizzate per le valutazioni preventive e definendo gli eventuali interventi idonei a gestire le incertezze o gli errori di valutazione».
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