Il dolore
Talamone, Wwf chiede chiarezza sui fanghi
Il presidente Properzi aspetta risposte sull’eventualità che parte dei sedimenti del porto sia «inquinata»
TALAMONE. Chiarezza sulla presenza o meno di inquinamento nei fanghi del porto di Talamone. La richiesta arriva dal Wwf Toscana in accordo con i delegati provinciali e Italia Nostra.
L’associazione, spiega Angelo Properzi, presidente del Wwf di Grosseto, ha scritto alla Regione Toscana per chiedere chiarimenti sulla veridicità o meno di una concentrazione di alcuni metalli pesanti (zinco) nei fanghi oggetto dei carotaggi. «L’iniziativa – spiega Properzi – è stata presa dal nostro delegato regionale venuto in possesso di documenti allarmanti sul discorso dei fanghi del porto di Talamone». Da qui la decisione di mandare una lettera in Regione Toscana e, per conoscenza, al Comune di Orbetello nella quale viene fatta presente la preoccupazione. «Siamo allarmati – aggiunge Properzi – chiediamo un approfondimento delle analisi prima che i fanghi vengano portati da qualsiasi parte». Il materiale da dragare nel porto di Talamone corrisponde a circa 18mila metri cubi. Il dragaggio dovrà servire a ripristinare una profondità minima di un metro e 90 centimetri di fondale. I fanghi saranno portati a Piombino, scelta ritenuta migliore dalle parti in causa, Comune di Orbetello, Regione e Consorzio dei concessionari. Il Wwf ha chiesto un supplemento di indagine per capire eventualmente se vi sia inquinamento, di quale tipo e da dove provenga. «Sulla destinazione dei fanghi a Piombino – continua il presidente – non abbiamo nulla da eccepire. Rimane da chiarire questo aspetto della presenza o meno di fanghi inquinati e da dove provengano, cioè, da quale attività. Se venisse accertato un inquinamento e che questo è stato provocato da un’attività privata, non ci sembra giusto che lo smaltimento venga pagato con soldi pubblici». Il Wwf chiede che, in caso i inquinamento, a pagare debba essere chi l’inquinamento lo ha provocato. Il dragaggio del porto, necessario per evitare la chiusura dello stesso, visto che ormai i fondali sono ridotti al minimo, costerà 1milione e 100mila euro di cui la maggior parte di parte pubblica, 600mila arriveranno infatti dalla Regione Toscana e 150mila dal Comune di Orbetello. La restante parte verrà messa dai privati.
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