Sicurezza
Gli svizzeri vogliono fare scalo a Grosseto
Si fa avanti la Skywork ma i voli di linea non sono ammessi. Pressing dei politici sull’Aeronautica
GROSSETO. Arriva inattesa e innesca un sistema di aspettative la richiesta di una compagnia aerea svizzera – la Skywork Airline – di fare scalo a Grosseto. Per cogliere al volo la chance, c’è però un ostacolo: sullo scalo civile grossetano non possono fare rotta voli di linea. C’è una base militare, c’è il Baccarini: in caso di emergenza nei cieli del Belpaese i velivoli coi passeggeri potrebbero dover essere “dirottati” su altri aeroporti o subire ritardi. E così la politica si muove – bipartisan – per sostenere la deroga richiesta dalla Seam, la società che gestisce l’aeroporto civile di Grosseto, alla Forza Azzurra, per non perdere l’occasione.
La proposta. La Skywork Airline avrebbe scelto Grosseto per tre scali settimanali di un piccolo aeromobile da 40-50 passeggeri. La compagnia svizzera vorrebbe testare – tra il 9 maggio e il 10 ottobre 2018 – le condizioni per un collegamento di linea Berna – Grosseto tre giorni alla settimana, appunto; gli svizzeri gestiscono il collegamento aereo tra Berna e l’Isola d’Elba, e avrebbero necessità di fare scali tecnici per il rifornimento del carburante.
La deroga. «È un’opportunità unica per il territorio – commenta Tommaso Francalanci, presidente di Seam – Negli ultimi anni non abbiamo mai avuto voli di linea»; lo scalo grossetano infatti riceve voli charter, aerotaxi e voli privati. «Ecco perché abbiamo richiesto una deroga allo Stato Maggiore dell’aeronautica militare – descrive Francalanci – Siamo in attesa di una risposta che speriamo possa arrivare nel giro di tre-quattro giorni». Se l’attesa sarà lunga, del resto, il rischio è che gli svizzeri possano decidere di optare per un altro scalo. La richiesta di Berna potrebbe fungere anche da incentivo per testare il matrimonio tra scalo civile e scalo militare: «Crediamo che la collaborazione e l’integrazione tra aeroporto civile e aeroporto militare – aggiunge Francalanci – possa in futuro essere un’arma vincente».
La Seam ha informato della novità il mondo della politica locale: «Il nostro ruolo – aggiunge il presidente Seam – è del resto tecnico e ci sembrava doveroso». E così il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras hanno scritto a Enzo Vecciarelli, generale, capo di Stato Maggiore dell’aeronautica, e al direttore generale dell’Enac Alessio Quaranta, sottolineando l’importanza che questa opportunità potrebbe assumere per un territorio come quello della Maremma «che ha una vocazione turistica, storicamente penalizzata da collegamenti viari inadeguati e da un servizio ferroviario del tutto deficitario». «L’ipotesi di un diniego non solo priverebbe la Maremma di una interessante opportunità – dice il sindaco Vivarelli Colonna – ma rischierebbe di gettare “un’ombra” sui positivi rapporti intercorsi tra la base militare e il territorio che la ospita». E il medesimo messaggio è stato sostenuto da Marras: «Credo che sia una grande opportunità per il rilancio dello scalo maremmano – nota il consigliere Pd –Per questo ho scritto quella lettera. E ho ribadito la mia disponibilità ad incontrarci per approfondire le vie possibili di sviluppo dello scalo». Sulla stessa lunghezza c’è il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda: «Siamo consapevoli – dice – delle esigenze dell’aeronautica ma questa operazione avrebbe un impatto minimo nell’ambito dell’operatività militare, mentre ne avrebbe uno importante per le prospettive economiche e turistiche della Maremma. La Camera di Commercio – aggiunge Breda – è in parte proprietaria e impegnata in Seam e nell’aeroporto dell’Elba. Fare sistema e collegare strettamente le attività dei due aeroporti aprirebbe opportunità interessanti, oltre a rappresentare un successo del territorio unificato Grosseto–Livorno. Sono certo che lo Stato Maggiore non potrà che avere a cuore lo sviluppo del territorio, con il quale ha una lunga storia di convivenza armoniosa».
Giovanna Mezzana
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
