Italia
Ortelli: «Sono tenuto alla riservatezza»
Isola del Giglio, il sindaco ribadisce la sua linea: nessun dettaglio sull’accordo con Costa né sui versamenti delle tranche
ISOLA DEL GIGLIO. Sergio Ortelli ribadisce la sua linea. A distanza di un mese dall’accordo “top secret” con Costa crociere, il sindaco dell’isola del Giglio insiste nel non rivelare la cifra che entrerà nelle casse pubbliche per il disastro della Concordia.
Sindaco, perché?
«Intanto è evidente che sono atti “pubblici” in quanto approvati dal consiglio comunale, e i consiglieri comunali li conoscono a menadito. Il fatto per cui c’è riservatezza e che ho condiviso è perché non voglio che si faccia speculazione».
Speculazione su cosa?
«Quella speculazione per cui a volte nei fatti italiani si prendono le cose come un gioco. Non è un gioco quando si va a contrattare per chiudere una vicenda simile: è una cosa molto seria».
Chi può speculare e su cosa? Forse perché la cifra è bassa?
«Speculazione legata al fatto che questa storia ha un percorso e c’è uno studio che parlava di importi maggiori».
Chi vi ha assistito in questo dal punto di vista legale?
«Non ci sono più avvocati, io li ho interrotti nel 2016».
Nel 2016 revocaste infatti l’incarico allo studio Pavia Ansaldo: poi non avete incaricato più nessuno?
«Nessuno».
Le trattative su questo accordo le ha fatte da solo?
«Sì, da solo, con lo stretto supporto degli amministratori, dei consiglieri comunali: è evidente che nei passaggi che ho fatto sono tutti consapevoli del percorso seguito».
A breve dovrebbe essere approvato il bilancio preventivo: lì la cifra dovrà pur confluire.
«Io sono un amministratore pubblico e parlo solo attraverso gli atti: rappresento un’amministrazione pubblica che, quando parla, lo fa solo attraverso atti e documenti ufficiali. Gli atti sono pubblicati sul sito. E gli importi verranno posti a bilancio quando il bilancio verrà approvato, quindi saranno visibili perché pubblici».
Quando verrà approvato il bilancio?
«Tra fine febbraio e fine marzo. Poi ci saranno le pubblicazioni».
Quindi a fine febbraio inizio marzo l’importo sarà visibile.
«Credo che sì, tra un paio di mesi sia visibile…»
Cosa cambia dunque se lo dice ora? Perché aspettare?
«Ho sottoscritto un accordo che condivide la riservatezza. Il motivo per cui è riservato è legato al “nostro” punto di vista (quello della controparte non mi interessa), che poi è quello della popolazione. Io non volevo che ci si speculasse sopra, tanto lo so benissimo come va a finire. Chi non ha a che fare con un’amministrazione pubblica non si può rendere conto. Io devo rendere conto solo ai cittadini. Quindi io questa cosa l’ho fatta per rispetto a loro e soprattutto nel loro interesse».
Non rivelare ai cittadini quanti soldi pubblici entrano in cassa “per loro” è nel loro interesse?
«Guardi, si poteva fare una vertenza civile. Le amministrazioni la fanno, la fanno i ministeri, coi risultati che purtroppo non sono alla portata delle attese. Ho pensato che trascinare una comunità in una vertenza lunghissima e soprattutto costosissima… Insomma, sinceramente non me la sentivo e d’accordo con gli amministratori ho imboccato questa via».
La via dell’accordo. Noi parlavamo però della non rivelazione degli atti ai cittadini: anche questo è nell’interesse dei cittadini? I cittadini chiedono trasparenza.
«La trasparenza vien fuori dalla procedura, e la procedura è trasparente. Basta attendere un pochettino».
La procedura è trasparente, dice? Mancano gli allegati all’albo, e il consiglio è stato secretato.
«I cittadini chiedono di chiudere una vicenda che per loro è stata molto dolorosa, cercando di non portarli per altri 10-15 anni in qualcosa che loro vogliono chiudere prima».
Ma perché Costa chiede questa segretezza? C’è un atto formale con cui glielo chiede? E su quale base?
«No, gli accordi si fanno parlando con le persone in modo civile, poi si arriva a condividere determinati principi che si mettono per iscritto».
Quando Costa le ha chiesto questa cosa lei l’ha ritenuta una cosa anomala o l’ha avallata subito senza batter ciglio?
«Non me l’ha chiesto nessuno sinceramente: credo sia nella logica delle cose. Tutti gli accordi che fanno le amministrazioni pubbliche e i privati sono avallati da una certa riservatezza, per evitare speculazione».
Non gliel’ha chiesto Costa?
«Non l’ha chiesta nessuno. Lo abbiamo condiviso. Vede, l’interesse che c’è ancora su questa cosa la dice lunga. Ed è uno dei motivi per cui c’è la riservatezza».
C’è interesse perché è faccenda pubblica... Lei dice che non l’ha chiesto nessuno, eppure leggiamo nel verbale di delibera del consiglio secretato che «Costa crociere ne ha richiesto la riservatezza e la non divulgabilità ai fini della decadenza degli accordi transattivi..». C’è scritto che Costa l’ha chiesto.
«Va bene, cosa cambia: io ho ritenuto non fondante dell’accordo un fatto del genere».
La firma tra voi c’è già stata?
«Sì».
La prima tranche versata?
«Su questo non rispondo».
Anche questo fa parte della riservatezza?
«Ci sono atti pubblicati, vanno letti gli atti e vede cosa c’è scritto».
Negli atti allegati non c’è nulla del genere, di questo si parla. Ci dica almeno se è stata versata la tranche.
«Sono tenuto alla riservatezza e non posso dir nulla. L’atto pubblico può parlare. Io sono obbligato alla riservatezza. Quando ci saranno gli atti pubblici, questi potranno parlare».
Un’amministrazione è obbligata alla trasparenza.
«No, non è vero»
Ci spieghi meglio.
«Ci sono leggi che mi consentono di fare atti riservati, perché nello specifico interesse della comunità. Qualora non fosse così potrei comprometterei l’interesse della comunità. Poi è un atto approvato all’unanimità da maggioranza e minoranza, che è la massima espressione di democrazia e trasparenza. Si legga la legge 241, evocata nella delibera; troverà tutti gli elementi per fare un accordo riservato. Quel che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto ai termini di legge, supportati da un segretario comunale».
Il vostro regolamento comunale, all’articolo 17 comma 5, contempla che la seduta sia segreta solo quando tratta la privacy delle persone.
«Non è così, c’è una legge nazionale. E le leggi nazionali sono sovraordinate ai regolamenti comunali»
C’è chi pensa che il consiglio violi il regolamento.
«Guarda, chi lo pensa se ne vada a fare un altro mestiere. Chi dice che ha fatto ricorso o vuol farlo, lo faccia e ci dimostri che ha ragione. Io sono sindaco, poi ci sono i segretari comunali che sono i legali dell’amministrazione, poi gli avvocati. Io mi attengo anche a pareri legali. Chi vuole strumentalizzare si vada a studiare le cose e venga a gestire le cose al posto mio: poi però deve fare meglio di me, perché se fa peggio le cose non tornano».
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