La manifestazione
Niente risposte, parte il ricorso al Difensore
Schiaffino (ex amministratore) come privato cittadino ha fatto una richiesta d’accesso agli atti
ISOLA DEL GIGLIO. Armando Schiaffino, ex sindaco di isola del Giglio negli anni ’90, più volte consigliere comunale e da sempre medico di base all’isola del Giglio, nell’ultimo mese ha fatto richiesta di accesso agli atti al Comune di isola del Giglio per avere «le motivazioni della secretazione»: la scadenza era l’8 febbraio. Non avuta soddisfatta la sua domanda nei termini richiesti, in queste ore ha deciso di fare ricorso al Difensore civico.
Il difensore civico è una figura di garanzia a tutela del cittadino, che ha il compito di accogliere i reclami non accolti in prima istanza dall’ufficio reclami del soggetto che eroga un servizio. Non è un avvocato, né un magistrato, né un politico, ma un cittadino eletto dal consiglio regionale, chiamato in piena autonomia a difendere i diritti e gli interessi dei cittadini nei rapporti con la pubblica amministrazione, nel rispetto dei principi di imparzialità, efficienza, equità, trasparenza. Una figura di garanzia - insomma - che interviene nei confronti di tutte le amministrazioni pubbliche operanti in Toscana (dai Comuni alle Province fino agli uffici periferici dello Stato) e dei privati che gestiscono pubblici servizi.
Schiaffino aveva fatto richiesta di accesso agli atti al Comune dell’isola del Giglio, come privato cittadino, a gennaio. «Ho fatto protocollare la richiesta l’8 gennaio», dice.
La risposta è arrivata nei termini previsti (c’era tempo 30 giorni).
Motivo fondante della sua richiesta di accesso agli atti è stata - come spiega - la perplessità emersa a seguito della “seduta secretata” dove – ha spiegato Schiaffino – «sono stati messi alla porta i dipendenti del comune, i liberi cittadini, e addirittura i “vigili” che per definizione sono tenuti al segreto d’ufficio. Ecco, davanti a queste perplessità ho preso e fatto richiesta agli atti».
L’8 febbraio è arrivata la risposta del Comune, che però – dice il medico insoddisfatto – «ha messo pari pari quello che è attaccato all’albo online, quindi senza gli allegati, motivo per cui ho deciso di trasferire tutto al Difensore civico». (el.gi)
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