Il Tirreno

Grosseto

«Palazzo Cosimini ci piace. E lassù facciamoci un bar»

di Elisabetta Giorgi e Giovanna Mezzana
«Palazzo Cosimini ci piace. E lassù facciamoci un bar»

Gli studenti del Professionale Grafico del Polo Bianciardi lanciano l’idea Un locale al piano rialzato dell’edificio e un’arena spettacoli al piano terreno

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GROSSETO. C’è chi lo abiterebbe volentieri Palazzo Cosimini – l’edificio cittadino “di rottura architettonica” per eccellenza che si affaccia su piazza della Vasca – e ci organizzerebbe dentro persino una festa: «Perché no? ». La pensa così un gruppo di studenti grossetani del Professionale Grafico del Polo Bianciardi, ospiti per eccellenza ieri di una nuova tappa degli Orizzonti del Tirreno, l’iniziativa che la nostra testata dedica alle piazze cittadine: se vi piacciono oppure no, cosa cambiereste, come le valorizzereste; tutti possono dire la loro, non solo architetti e progettisti. Ieri, al centro dell’attenzione, c’era piazza Fratelli Rosselli.

Ai tavoli del bar La Vasca, accompagnati dalla loro insegnate Maria Giovanna Laccone e sollecitati dallo storico dell’arte Mauro Papa, i ragazzi hanno espresso desiderata e idee. «Da piazza della Vasca – dice Jacopo Pisapia della V B – ci sono passato di notte e mi sono accorto che è buia. Perché non illuminarla di più? Perché non mettere luci, anche dentro la vasca? ».

L’incontro con gli studenti segue quello che si è svolto giovedì pomeriggio – terzo appuntamento di “Piazze Nuove” – alle Clarisse (leggi servizio accanto), durante il quale, tra i tanti interventi, Alessandro Innocenti ha notato che «È improprio chiamarla piazza – la Vasca è ormai una consolidata rotatoria». È proprio così: «Noi, in effetti, – concordano gli studenti – da qui ci passiamo, ma non ci fermiamo». Non è più una piazza, nel senso vero del termine, dunque, ma piuttosto uno “svincolo” del traffico cittadino: «Ci si potrebbero mettere più panchine – è l’idea di Gabriele Guidi della VB – e magari anche un po’ più di verde». Concorda con Gabriele Camilla Felicioni di Fondazione Under 30: «Per Palazzo Cosimini penso a delle impalcature floreali – dice – A una sorta di tetto-giardino. Secondo me qui manca il verde. Essendo un’opera contemporanea essa si presta a giocare sul rinnovo». Sulla piazza, continua Felicioni (tra l’altro studentessa di Beni culturali), «condivido l’idea di migliorare l’illuminazione».

Con piazza Dante, piazza della Vasca è il luogo per eccellenza dei grossetani, e chi vuol avere visibilità va lì: pensiamo ai sindacalisti e alle manifestazioni cittadine. Eppure, non c’è luogo da cui godere di piazza della Vasca dall’alto. I ragazzi scoprono un modo ci sarebbe: la bellissima scalinata interna al Palazzo delle Poste: «Ah sì? E allora perché non chiediamo alle Poste – propone Jacopo di aprirla al pubblico?». A Jacopo e Gabriele ma anche ai compagni – Tommaso Polidori, Andrea Flores e Ettore Calussi – piace l’idea di pedonalizzare una parte della piazza, come ha proposto l’architetto Pietro Pettini. Anche la loro idea di piazza della Vasca, insomma, va nella direzione di poter vedere “meno auto” per creare più punti di accoglienza. Meno auto e meno parcheggi, insomma, e più panchine e luoghi di aggregazione.

Tra le varie proposte c’è quella di realizzare «un bar nel piano rialzato di palazzo Cosimini», davanti agli ingressi di case e uffici dove c’è un grande spazio che potrebbe essere riempito. Anche per iniziative culturali. Anche scese le scale, sul retro di palazzo Cosimini c’è una sorta di “anfiteatro”, dove i ragazzi ieri (concluso l’incontro) sono andati a godersi uno scorcio di sole prima di tornare a scuola. Un luogo trascurato e malconcio che potrebbe essere risistemato e recuperato alla socialità. «A Grosseto - dice la prof Laccone - tutti si lamentano che manca un punto di ritrovo: i ragazzi devono sentirsi liberi di giocare, divertirsi e urlare se vogliono». A volte l’alternativa è il bullismo.

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