Finanza
Migranti, Trombì contro Borghini
Il candidato alla segreteria Pd e un tesserato sdegnati per le parole della lista
MONTE ARGENTARIO. «Nessuno tocchi le scelte private». Si può sintetizzare così l’affondo del candidato alla segreteria del Pd Giuseppe Trombì e del tesserato Pd Matteo Marinai, che esprimono il loro dissenso su quanto la lista civica “Proposta Comune” ha detto sul sindaco.
Trombì si riferisce a quando la lista di Borghini ha parlato del “sindaco musulmano”. «Premetto che politicamente, per me, l’amministrazione Cerulli è stata la più grossa sventura mai abbattutasi sull’Argentario – dice Marinai – e aggiungo che lo stesso Cerulli non ha mai fatto nulla né per essere simpatico né per essere ricordato tra i migliori sindaci del promontorio. Ma da qui a fare un’uscita pubblica nella quale per ben due volte si usa il termine “musulmano” in maniera dispregiativa ce ne corre, e non poco».
Ancora una a volta, continua Marinai, «mi faccio quindi portavoce di un gruppo di tesserati e simpatizzanti del Pd argentarino e mi dissocio totalmente e nel modo più assoluto da quanto pubblicato dalla pagina del candidato a sindaco Franco Borghini» che parlava appunto di sindaco musulmano.
Marinai chiede e ai vertici del Pd provinciale di intervenire prontamente per prendere «le necessarie distanze» da queste affermazioni «e da queste dichiarazioni lontane dal nostro modo di essere e di fare politica».
Oggi - continua Matteo Marinai - «mi sembra il minimo che, immediatamente e senza mezzi termini, il Pd argentarino prenda le distanze da tutto questo scritto».
Dello stesso avviso anche Trombì: anche lui usa parole durissime.
«Condivido totalmente quanto esposto da Matteo – dice – lo stesso sdegno, lo stesso stupore per uno scivolone così marchiano. Aggiungo solo che non entriamo nel merito delle dichiarazioni del sindaco Cerulli alla stampa, rispetto alle quali siamo però in totale disaccordo».
Trombì condanna, come Marinai, il fatto che si siano usate «le scelte privatissime e profonde di un avversario politico, facendo così scivolare il confronto civile verso la barbarie».
Andrea Capitani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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