Il Tirreno

Grosseto

L’Anpi ripulisce le pietre d’inciampo

L’Anpi ripulisce le pietre d’inciampo

Appuntamento alle 10.30 davanti al municipio di Grosseto Il mini-monumento ricorda i morti a Mauthausen e Gusen

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GROSSETO. Appuntamento alle 10.30 davanti al palazzo comunale di Grosseto. Qui la sezione Anpi “E. Palazzoli” di Grosseto ha organizzato una “delegazione di massa” per il Giorno del ricordo” . Lo scopo: pulire le “pietre di inciampo” ivi collocate, nell’ambito di un progetto dell’Isgrec, parte di un più vasto progetto europeo di memoria dei deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Le pietre ricordano tre deportati grossetani Albo Bellucci, Giuseppe Scopetani, Italo Ragni, morti a Mauthausen e a Gusen. Sarà tenuto un breve discorso commemorativo. L’iniziativa è stata approvata dal sindaco di Grosseto e dal presidente dell’Isgrec.

Anpi spiega che «il proposito che anima gli antifascisti è di fare anche di questa ricorrenza un’occasione di seria e responsabile ricostruzione della nostra storia, libera da qualsiasi condizionamento, e per riconfermare e rilanciare il bene supremo della pace tra i popoli del mondo, della libertà e della democrazia, della tolleranza: condizioni essenziali per la piena realizzazione delle persona umana. Quella delle foibe, nelle quali furono gettati anche molti partigiani italiani, l’esodo di 250.000 tra istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre, verificatesi conseguentemente alla Seconda guerra mondiale scatenata dal nazi-fascismo, sono tragedie immani che interpellano la coscienza di tutti; non possono né devono essere strumentalizzate a fini di parte, tanto meno da chi appartiene dalle associazioni, che annoverano militanti che si definiscono “i fascisti del nuovo millennio”. Così il “Giorno del Ricordo”, piegato alle ragioni della propaganda, divide invece di unire e rischia di diventare il polemico contraltare di quello “della Memoria” dedicato all’Olocausto degli ebrei e di tutti gli oppositori avvenuto per mano dei nazisti». L’Anpi fa appello anche ai giovani «a ritrovarsi nel messaggio civile e democratico della Costituzione Repubblicana, e a battersi coerentemente per un mondo migliore e più giusto, fondato sul rispetto reciproco e sul bene comune, dove non vi sia alcun posto per l’odio, ogni prevaricazione e dittatura di sorta».

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