Il dolore
Gazebo al palo, piazza Tripoli è privata
Arcimboldo ha la concessione da 4 mesi ma non può realizzare il dehor: il Comune ha scoperto di dover acquisire l’area
GROSSETO. Forse non tutti sanno (o forse pochi lo sanno?) che una delle piazze più centrali di Grosseto è “privata”. Zona di pregio, di pubblico passaggio, area di frequentazione, commercio, arte e cultura (davanti c’è il teatro Moderno), scopriamo ora che piazza Tripoli appartiene a privati cittadini e non al Comune di Grosseto, come invece potevamo pensare e com’è è nel resto della città. La piazza, che in passato era un terreno, evidentemente è transitata di mano in mano fino a oggi, ai proprietari attuali.
Il particolare emerge grazie ai “gazebo”: quelli che da un po’ di tempo fanno impazzire i commercianti interessati, i quali (tra un intoppo e l’altro) non riescono a concludere l’iter per realizzare i manufatti negli spazi avuti in concessione dal Comune. Troppe le difficoltà. Non ultima, ci si è messa una piazza.
Il locale Arcimboldo, gestito da Stefano Franceschelli, della faccenda dei “gazebo” rappresenta un caso emblematico. Franceschelli l’anno scorso ha partecipato al bando del Comune di Grosseto per ottenere in concessione fuori dal centro storico uno spazio. In via Tripoli appunto. Nel suo caso, la presenza di un gazebo coincide “in toto” con la sua struttura e non ne sarebbe un prolungamento come accade con altri bar; dunque è per lui vitale per la sopravvivenza stessa dell’attività.
Su 14 richiedenti, Franceschelli e altri 6 imprenditori hanno ottenuto l’aggiudicazione il 24 ottobre. Da lì in poi la situazione pareva risolta ma non è stato così, anzi: si è impantanata nella burocrazia. Uno dei problemi emersi per tutti e 7 è quello dei posti auto pertinenziali: chi vuol realizzare un gazebo chiuso fuori dal centro deve mettersi a cercare un posto auto nel raggio di 100 metri e che sia costruito entro il 1989, anno d’entrata in vigore della legge 122 Tognoli. Altrimenti niente. E non è facile trovarlo, anzi. Infatti gli aggiudicatari sono ancora in stand-by.
Un secondo problema (per il solo Stefanelli) lo leggiamo nelle carte del Comune, quelle che a ottobre mettevano nero su bianco l’aggiudicazione dello spazio in concessione ad Arcimboldo. C’è scritto aggiudicazione “con riserva”.
Cosa significa? Che Arcimboldo ha ottenuto sì l’ok per realizzare un gazebo, ma prima deve risolvere un inghippo (un altro). Il Comune si è infatti accorto, pare mentre assegnava la concessione, che piazza Tripoli non è sua ma privata. E che dunque non può assegnarvi una concessione pubblica. Per farlo, la piazza dovrebbe passare al Comune. In che modo? Franceschelli sta aspettando in gloria non solo di trovare un posto auto pertinenziale che ancora non ha trovato, ma anche il passaggio della piazza dai privati proprietari al Comune; passo propedeutico a poter procedere nell’iter e installare l’auspicato gazebo.
La piazza è degli eredi Sgherri. A quanto ci risulta, il Comune sta “lavorando” per sistemare la cosa. E i privati si stanno confrontando con l’ente pubblico per risolvere la questione, ma con quali modalità è da definire. E soprattutto con quali tempi? Stefanelli: «Siamo bloccati – dice – e il nostro bando non va in porto: finché non è risolta quest’altra storia della proprietà, io non posso muovermi. Una volta risolta potrò fare il frazionamento, ma non prima di aver trovato un posto auto pertinenziale. Insomma, un sacco di pasticci, uno dietro l’altro e che non finiscono più: ogni volta ce n’è uno nuovo. Per il posto auto: mi sono messo a cercare in giro, ma non sono ancora riuscito a formalizzare niente con nessuno. Tra l’altro ho perso soldi: quando piove devo chiudere, i clienti scappano. Visti i tempi biblici degli uffici, la mia paura è di perdere un altro inverno».
La storia è ancora in stallo. E non è solo Arcimboldo ad avere i problemi: tutta la faccenda gazebo risulta a un punto morto. Il Comune aveva spiegato che sono gli imprenditori «a doversi muovere», ma con ogni evidenza le cose da risolvere sono parecchie e la procedura non consente un’agile applicazione. Anzi, si è aggrovigliata su se stessa.
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