Sicurezza
Al museo il regalo d’amore di Montale
Nelle vetrine di Vetulonia il prezioso amuleto etrusco che lo scrittore regalò alla sua musa ispiratrice Irma Brandeis
VETULONIA. Un amuleto etrusco per celebrare l’amore. Nella prossima settimana il museo Isidoro Falchi di Vetulonia esporrà un prezioso amuleto, appartenuto al poeta e scrittore Eugenio Montale che regalò alla sua musa ispiratrice, l’amante americana di origini ebraica Irma Brandeis, diventata poi Clizia nelle sue opere.
L’appuntamento è per mercoledì 14 febbraio, un giorno non scelto a caso, la festa degli innamorati, e l’amuleto etrusco sarà di fatto l’attrazione principale e al centro di una cerimonia che si terrà all’interno nel Centro di spiritualità diocesana di Sestinga, nel cuore della frazione vetuloniese a poche centinaia di metri dal museo. «Quest’anno il giorno di San Valentino – ha detto l’assessora alla cultura Susanna Lorenzini – lo ricorderemo anche in futuro per l’anteprima di un progetto che si concreterà in altre importanti iniziative, a partire dalla prossima primavera e che ci vedrà impegnati come amministrazione comunale nel dare vita ad una serie di eventi e appuntamenti per ricordare Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975».
Una storia di altri tempi approdata a Vetulonia grazie a Marco Sonzogni, scrittore italiano che risiede in Nuova Zelanda. «Il 24 giugno dell’anno scorso – ricorda la Lorenzini – Sonzogni donò questo amuleto al museo Falchi in occasione della presentazione del suo libro “Il guindolo del tempo” dedicato appunto a Montale, a Clizia e al loro peculiare pegno d’amore. È stata la direttrice Simona Rafanelli a riconoscere l’identità “archeologica” del prestigioso dono (una sorta di pendaglio con una ragazza), creando le premesse per il suo approdo nella città etrusca. Il talismano fu un omaggio che Montale donò alla sua musa, e che negli anni fu fonte d’ispirazione per il poeta, che sotto lo pseudonimo di Clizia, preso in prestito ad una delle ninfe della mitologia greca». Il pendaglio Etrusco in bronzo, ha una funzione di nettaunghie, e riproduce l’immagine di una figurina femminile nuda, una sorta di piccola Venere o dèa della fertilità, della riproduzione e della vita. E fu acquistato da Montale a Firenze per farne dono alla sua amata.
«Questo reperto occuperà un posto di rilievo all’interno del museo – ha sottolineato la Lorenzini – Una testimonianza della civiltà Etrusca, che catturò negli anni’30 la curiosità e l’interesse di un grande poeta. Per la comunità di Vetulonia sarà un’importante biglietto da visita da pubblicizzare. mercoledì 14 febbraio in occasione di questa anteprima, ci avvarremo della collaborazione di due classi del liceo classico Carducci Ricasoli di Grosseto, che dal 2017 partecipa grazie alla convenzione stipulata con l’amministrazione comunale al progetto di alternanza scuola-lavoro, e a tutti gli eventi culturali organizzati dal museo archeologico. Gli alunni delle due quarte leggeranno brani del libro scritto da Marco Sonzogni e canteranno canzoni degli anni’30, il periodo dell’inizio della storia d’amore fra Eugenio Montale e Irma Brandeis». Il poeta ligure aveva infatti promesso a Irma, Clizia un dono etrusco, di cui fino ad ora era incerta persino l’esistenza. Oggi il pegno non è più una favola. Esiste. E per convincersi è sufficiente varcare la porta di ingresso del museo di Vetulonia. «L’iniziativa – ha concluso l’assessora – sarà propedeutica ad un grande evento storico-letterario sugli etruschi e su Montale, che il Comune di Castiglione della Pescaia ha messo in programma per il giorno 23 aprile, giornata mondiale del libro e della cultura, un simposio perfetto per promuovere il territorio».
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