Il Tirreno

Grosseto

Violentata nel parcheggio Condannato a 6 anni

di Francesca Gori
Violentata nel parcheggio Condannato a 6 anni

La donna era stata portata nell’area di sosta dell’ex Rama per comprare cocaina L’uomo l’aveva costretta ad avere un rapporto: incastrato dall’identikit

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GROSSETO. Laura (il nome è di fantasia), ieri mattina non era in aula. E non c’era nemmeno Redouane Nour, 34 anni di nazionalità marocchina, finito a processo per violenza sessuale, rapina e per il tentativo di obbligare la vittima a non denunciare il fatto. È stato il suo avvocato, ieri dopo l’udienza, a spiegargli cosa fosse stato deciso in udienza: l’uomo, difeso da Massimo Parenti del foro di Pisa è stato condannato a sei anni di carcere. Il pm Maria Navarro aveva chiesto 5 anni quattro mesi di reclusione, ma il giudice Marco Mezzaluna ha aumentato la pena. Le motivazioni saranno depositate il 9 aprile.

Finisce così l’incubo per una trentenne di Grosseto, assistita dall’avvocato Giada Manciulli, che aveva denunciato l’uomo a febbraio dell’anno scorso. La ragazza aveva raccontato agli investigatori una storia agghiacciante: il 26 gennaio si era incontrata con il trentaquattrenne per acquistare una dose di droga. L’appuntamento era in piazza Rosselli, ma l’uomo le aveva chiesto di seguirla nel garage dell’ex Rama dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio. Invece Nour avrebbe afferrato per un braccio la donna, le avrebbe tirato i capelli e l’avrebbe sbattuta contro il muro: «Ti ammazzo se provi a scappare». E poi l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale, nonostante che lei non fosse consenziente: la ragazza aveva anche colpito l’uomo con una ginocchiata ma non era riuscita a scappare dalla sua presa. Laura era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso (era stata trovata da una pattuglia della guardia di finanza intorno alle 2,30 di notte) per un trauma cranico e alcune tumefazioni. C’è stata quindi la violenza sessuale e c’è stata anche la rapina: al termine, Nour si era portato via 14 euro e un pacchetto di sigarette. Ma prima di andarsene le aveva anche detto che gliel’avrebbe fatta pagare se lo avesse denunciato.

La donna però, qualche giorno dopo, decise di presentare querela rivolgendosi agli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri di Grosseto. Non aveva mai visto quell’uomo prima di allora ma era stata in grado di descriverlo. E con quell’identikit in mano, i militari sono riusciti a rintracciarlo dopo alcuni giorni di indagini. La donna infatti conosceva l’amico, connazionale, perché era da lui che di solito comprava la droga: li aveva trovati entrambi nella zona di piazza Rosselli, quella notte. Ma era stato Nour a farle capire che aveva la droga e a portarla in una zona appartata, lungo la scalinata che conduce al parcheggio dove poi era avvenuta la violenza. I militari avevano scoperto che il magrebino viveva con altri connazionali in una casa semidiroccata non lontana dall’ospedale. Così avevano tenuto d’occhio i movimenti in quella casa e, una volta ottenuto dall’ospedale il riscontro scientifico della violenza, la Procura aveva autorizzato il blitz. Dentro c’erano quattro stranieri, tra cui Nour e l’amico. Una volta in caserma, tutti erano stati fotosegnalati. E da quelle foto, poco dopo, la donna ha riconosciuto senza ombra di dubbio il proprio aggressore.

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