Il Tirreno

Grosseto

Scuola chiusa, bufera sulla consigliera

di Gabriele Baldanzi
Scuola chiusa, bufera sulla consigliera

Simonetta Baccetti finisce nel mirino delle mamme: «La struttura è sicura, ci spieghi il perché dell’esposto alla Procura»

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RIBOLLA. Mercoledì sera un centinaio di genitori di Ribolla – da quelli che hanno i figli alla materna fino alle medie – si sono riuniti per costituire un comitato, che nei prossimi mesi dialogherà con il Comune, con il dirigente dell’Istituto comprensivo di Roccastrada, con i vari tribunali, valutando di volta in volta quali azioni intraprendere. Come portavoce è stato nominato Massimo Turacchi, segretaria l’avvocato Fabiola Mori. Ma tra i genitori, come succede in questi casi, ci sono falchi e colombe. Ieri, per esempio, un gruppo di madri – dopo un’attenta valutazione con un altro legale – ha inviato un comunicato durissimo. Non è firmato dal Comitato.

Nel mirino il consigliere comunale Simonetta Baccetti. «La vicenda che stiamo vivendo sulla pelle dei nostri figli e sulla loro formazione – scrivono le mamme – ci appare assurda, incredibile di fronte alle condizioni di tanti edifici pubblici in Italia. Non solo. Siamo sconcertati per l’operato della magistratura, che nella stessa composizione ha emesso, a distanza di 9 mesi, due sentenze antitetiche». Poi l’affondo nei confronti della consigliera di Insieme per Roccastrada: «Anziché portare avanti un’opposizione costruttiva – proseguono – ha messo in difficoltà un’intera comunità. Oggi Ribolla è in ginocchio e i soldi di tutti i contribuenti verranno utilizzati per far fronte all’emergenza di una scuola chiusa dall’oggi al domani, con la conseguente necessità di trasferire alunni e insegnanti e di riorganizzare le attività didattiche. Un dispetto politico contro il sindaco, nascosto dietro una situazione di pericolo che è stata ridimensionata e addirittura smentita da esperti e professori universitari di fama nazionale».

Le mamme, nella loro nota, citano il Tribunale del Riesame e la sentenza con cui fu ordinata la riapertura della scuola di Ribolla dopo il primo sequestro preventivo dell’aprile scorso, precisando come, per gli stessi tecnici, sia oggi «più sicuro tenere i bambini nella scuola di Ribolla che farli viaggiare con il pullman verso e da Roccastrada».

Lo sconforto delle famiglie è doppio, perché con l’entrata in vigore delle nuove norme in materia, prevista per metà marzo prossimo, quello di Ribolla tornerebbe un plesso sicuro: «La scuola, invece, non potrà essere riaperta – prosegue la nota – finché la stessa sentenza non sarà riformata dalla Cassazione». In paese c’è una preoccupazione fondata, che va oltre le famiglie dei piccoli studenti: «Senza la scuola Ribolla perderà un presidio e un servizio importante per le famiglie, diventerà un paese inappetibile e ne risentirà l’intera economia, cioè il contrario di ciò che è stato fino a oggi. Questo sta provocando l’istanza della Baccetti, che nel 2014 si era addirittura candidata a sindaco per guidare Roccastrada».

Le mamme si dicono certe che l’amministrazione comunale riuscirà a fronteggiare l’emergenza nel migliore dei modi e ringraziano ringraziare il sindaco, i dipendenti comunali, la dirigente che stanno lavorando da giorni per ridurre i disagi. Alla Baccetti i genitori di Ribolla chiedono di indire un’assemblea pubblica per spiegare a tutti quale motivazione l’ha indotta a presentare un esposto alla magistratura. «I nostri figli – concludono – saranno presenti nelle prime file, ad ascoltarla. Intendiamo infine ringraziarla per essersi occupata e preoccupata di salvaguardare l’incolumità fisica dei nostri ragazzi e contiamo di ricambiare il favore per la scuola frequentata da suo figlio chiedendo, laddove non ci fosse già stato, un accertamento della vulnerabilità sismica del plesso che frequenta».

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