Sicurezza
Strappati i necrologi affissi in paese «Un gesto vile»
CAPALBIO. «Un atto vigliacco messo in atto da vigliacchi». Anna Mascitti non trova parole diverse da queste per definire il gesto di chi ha strappato i necrologi dello zio che erano stati affissi a...
CAPALBIO. «Un atto vigliacco messo in atto da vigliacchi». Anna Mascitti non trova parole diverse da queste per definire il gesto di chi ha strappato i necrologi dello zio che erano stati affissi a Capalbio Scalo e Borgo Carige (Capalbio): 20 minuti circa, tanto sono durate le epigrafi attaccate al muro.
Il manifesto funebre annunciava la morte di Loreto Mascitti, morto in Abruzzo il 2 febbraio. I funerali si sono svolti, sempre in Abruzzo, domenica. Per volontà dei figli di Loreto i fogli della morte erano stati messi anche a Capalbio Scalo e Borgo Carige. I fratelli di Anna erano andati in Comune, li avevano timbrati e attaccati. Tutto secondo le regole. Un gesto per portare a conoscenza dei tanti capalbiesi che avevano conosciuto Loreto che l’uomo era venuto a mancare. Sul manifesto era raffigurato il volto di Loreto; una mano ignota l’ha strappato.
«È come se avessero strappato il mio viso – dice Anna – un gesto davvero vile». I fratelli di Anna martedì sera sono andati a sporgere denuncia ai carabinieri di Capalbio. Vorrebbero vedere in faccia chi è stato capace di fare un gesto simile e perché: se sia stato casuale o meno.
Uno dei due necrologi non solo è stato strappato ma è stato addirittura gettato nel secchio della spazzatura e non è stato possibile recuperarlo. Solo uno dei tre manifesti è rimasto al suo posto, forse perché non visto o per altri motivi. Vicino a uno dei manifesti ci sono delle telecamere che potrebbero aver ripreso i volti di chi ha compiuto un gesto tanto irrispettoso.
«Spero che i carabinieri possano trovare chi ha strappato il volto di mio zio dal manifesto – dice Anna – vorrei vederli in faccia».
Anna vorrebbe vedere se quella spavalderia dimostrata strappando il manifesto di una persona che non c’è più sarebbe ugualmente esistente davanti ai parenti della vittima. «Un uomo conosciuto che quando veniva a Capalbio – aggiunge Anna – tutti accoglievano a braccia aperte».
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